Atreju, la presentazione del libro di Sallusti meglio di un talk show: tifo da stadio per Cruciani e Parenzo (video)

16 Dic 2023 21:16 - di Guido Liberati
Sallusti, libro

Si trasforma in un talk show da prima serata televisiva la pressentazione ad Atreju del libro di Alessandro Sallusti, “La versione di Giorgia” con due esponenti di spicco di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli e Fabio Rampelli, impegnati a duellare dialetticamente con Giuseppe Cruciani e David Parenzo, storica coppia della trasmissione radiofonica La Zanzara.

Ai giardini di Castel Sant’Angelo un tifo da stadio ha seguito con divertita partecipazione le schermaglie dialettiche, con Parenzo a fare da arguto bastian contrario. In apertura, il responsabile dell’organizzazione di FdI, Donzelli, ne approfitta per replicare a Elly Schlein: per la segretaria del Pd ìda Atreju non sarebero uscite idee. «Io credo sia sorda o completamente distratta», incalza Donzelli. «Sono quattro giorni di dibattito politico altissimo. Abbiamo rispettato la scelta di non venire perché comprendiamo la paura di chi non ha idee. Da qui sono uscite tantissime idee. Chi, come noi, ha le idee non teme il confronto con nessuno. Le consigliamo di comprarsi un apparecchietto acustico e di provare a informarsi. Da qui sono venute idee di tutti i tipi. Il mondo intero oggi era attento a quello che succedeva a Atreju».

 

Per il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli, «Giorgia è credibile perché lei nel 1989 stava tra questi giovani a montare la festa e a organizzare i confronti. E oggi lavora con lo stesso animo. E come ha detto lei questo spirito non finirà mai perché la nostra forza attrattiva sta proprio nella capacità di aggregare e trasmettere la nostra identità ai nostri figli che la trasmetteranno ai loro figli, ai nostri nipoti in una storia infinita. Proprio come il romanzo di Ende» e il suo protagonista Atreju.

Da irriverente battitore libero, Giuseppe Cruciani coglie l’occasione per dire la sua con franchezza.  «Io e David Parenzo siamo la sentinella delle persone e un anno prima già  sapevamo che avrebbe vinto Giorgia Meloni», premette Cruciani. Allo stesso modo, il giornalista di Radio 24 lancia l’allarme: «Sull’immigrazione il consenso della Meloni può calare. Se non metti in atto una politica che blocca i trafficanti di esseri umani, può accadere». Per Cruciani è singolare che il Partito democratico così impegnato sul tema dei diritti umani, «non abbia mai pronunciato delle parole chiare contro i trafficanti di esseri umani».

Di tutt’altro tenore l’opinione di Alessandro Sallusti: «Il consenso di Fratelli d’Italia nei sondaggi – dice il direttore del Giornale – continua a crescere. Giorgia Meloni dice che vuole governare 5/10 anni perché vuole cambiare questo Paese. Per cambiarlo serve questo periodo di tempo. E la riforma costituzionale è la più grande riforma economica». Parenzo coglie l’occasione per evidenziare che la stessa frase venne pronunciata da Renzi quando era premier.  Sai qual è la differenza? Dice Sallusti: «Renzi non è andato al governo perché eletto dal popolo, non aveva una maggioranza coesa. Ultimo punto, aggiungo io, Giorgia Meloni non è Renzi».

 

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *