Biraghi, tra i volontari di Campi Bisenzio, dà l’esempio ai calciatori. Fino a ieri gli davano del “fascista”

7 Nov 2023 20:00 - di Guido Liberati
Biraghi

Ha dato il buon esempio al mondo del calcio, incassando elogi trasversali: tra i volontari impegnati a Campi Bisenzio (Firenze) per aiutare la popolazione colpita dall’alluvione c’è anche lui, Cristiano Biraghi. La foto, diventata virale, ritrae il capitano della Fiorentina a spalare il fango con guanti e stivali nella cittadina che è uno dei luoghi più colpiti dall’alluvione degli ultimi giorni. In un’immagine si vede il terzino viola e della Nazionale impegnato vicino a un cumulo di rifiuti ingombranti, arredi danneggiati dal fango e messi in strada.

Il capitano viola incassa anche gli elogi del sindaco dem Nardella

Gli ultras della Curva Fiesole avevano subito partecipato ai soccorsi in oltre trecento e poi hanno diffuso un comunicato chiedendo di non far giocare Fiorentina-Juventus, che comunque si è disputato. Ora il capitano viola, in un momento di libertà dagli impegni sportivi, ha seguito l’esempio della curva. In un post si legge: «Senza farsi troppe pubblicità, come spesso succede a qualcuno, il capitano è sceso in campo a dare una mano alla popolazione colpita dall’alluvione. Bravissimo».

Ha ringraziato pubblicamente Biraghi anche il sindaco di Firenze, Dario Nardella. «Lo conosco benissimo e lo stimo – ha detto il primo cittadino di Firenze – senza grande clamore, senza cercare visibilità, ha messo gli stivali ed è andato a dare una mano a Campi Bisenzio. Il suo è un gesto molto bello, così come quello fatto da tantissime cittadine e cittadini che si stanno riversando in quella zona». L’esponente dem ha dimenticato in fretta, come accade spesso, l’ondata di critiche e di accuse che si levarano pochi anni fa contro Biraghi fino a qualche tempo fa.

Quando Biraghi veniva attaccato per i suoi tatuaggi

Causa della crociata contro il Biraghi “fascista”, alcuni tatuaggi, etichettati come di estrema destra, e degli slogan, Vae Victis (Guai ai vinti) che Biraghi mostrava sui parastinchi personalizzati. Uno completamente nero e con la scritta “Sara Victoria”, un altro viola e col giglio simbolo di Firenze, accompagnato dalla scritta “Mai domo”. In quella circostanza, una fetta cospicua del tifo viola aveva preso le distanze dal giocatore, augurandosi la sua immediata cessione per “motivi politici”. Gli stessi tifosi che oggi lo elogiano per il suo impegno civile. Curiose parabole del mondo del calcio e di una comunicazione che insegue i “ghirighori” anziché le azioni.

 

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