Vespa ridicolizza la prof che paragona Meloni ad Orban. Scontro a “Di Martedì” sulle riforme (video)

10 Mag 2023 16:21 - di Gabriele Alberti
Vespa De Cesare

L’espressione di Bruno Vespa a “Di martedì” è tutta un programma mentre la filosofa Donatella di Cesare sragionava di “orbanismo” contro Meloni e  l’ipotesi presidenzialista. Si parlava di riforme in trasmissione e si era appena concluso il colloquio del premier con tutte le forze politiche.  Giovanni Floris (e anche la Gruber ad Otto e mezzo) da tempo ha arruolato la docente in chiave anti-Meloni. Lei che solitamente non trova contradditori, nella puntata di martedì 9 ha trovato un Vespa agguerrito. “Perché è così caro al centrodestra il tema del presidenzialismo?”, ha chiesto Giovanni Floris alla filosofa. E lei ha risposto in maniera delirante:

“Presidenzialismo? Sono molto allarmata”

Perché è cara l’idea dei pieni poteri, del potere forte, del capo, una concezione leaderistica della politica”. Poi con l’espressione addolorata, di chi porta su di sé i drammi del mondo dice: “Io trovo che questa mossa di Giorgia Meloni sia una mossa allarmante perché arriva in un contesto drammatico”. Parla in tono oracolare, chiude gli occhi, neanche fosse la veggente di Trevignano: “Siamo in guerra, c’è una cobelligeranza dell’Italia a tutti gli effetti; c’è un contesto interno molto inquietante: che è quello del primo governo post-fascista. E anziché governare con una linea politica chiara adesso viene fuori il presidenzialismo”. Vespa la osserva incredulo e non sa se scherzi o dica sul serio.

Il delirio della prof: “presidenzialismo allarmante”. Vespa la irride

Poi preferisce non scendere sul terreno dell’assurdo e sceglie la presa in giro bonaria: “Mi faccia la cortesia. Lei vuole dire che, se andiamo a letto stasera, domani mattina ci svegliamo e non sappiamo sotto quale regime ci troviamo? Mi pare francamente…con tutto il rispetto…”. La De Cesare insiste ma quel che emerge è la totale ignoranza del dibattito in corso sulle riforme e della volontà di dare agli italaini un modello più funzionante e stabile. La filosofa parla in modo pregiudiziale. Vespa la ridicolizza.

La prof invasata parla di “orbanismo” a proposito delle riforme: Vespa la fulmina

La professoressa De Cesare, poi, si lancia in un paragopne improprio in questo contesto: “A me oggi è venuto in mente un termine, orbanismo. È il modo in cui una filosofa – acerrima nemica dell’Unione sovietica ma nei suoi ultimi anni anche di Orban – indicava il pericolo di un nazionalismo autoritario. Che dall’interno scalza la democrazia”. Incredulo di fronte a queste parole Bruno Vespa,  ha replicato: “Mi pare francamente… Con tutto il rispetto… La prego, abbia pazienza”, ripete ancora.  Cosa centri Orban con una riforma in senso presidenziale cui il premier lavora consultando le opposizioni lo la solo lei. Vespa poi le dà il colpo di grazia. Il giornalista con molta calma rispetto alle “follie” dialettiche della docente le fa notare che “in un sondaggio fatto per Porta a Porta si vede come la maggioranza degli italiani voglia l’elezione diretta del Presidente della Repubblica. Anzi,  gli italiani vorrebbero eleggere direttamente tutti. La Meloni ci ha fatto la campagna elettorale: stasera si è aperto un confronto e se lei non lo avesse voluto non lo avrebbe nemmeno aperto”. Chissà se da quest’orecchio la docente ha capito di cosa si parla? La trsmissione si sarebbe arricchita – si fa per dire- di altre interviste indecorose: a Carlo Rossella e a Roberto Vecchioni. Un plotone “antimeloni” che ormai siamo abituati a osservare.

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