Riforme, Ciriani: «Primo sì al presidenzialismo entro il 2023. La sinistra collabori»

9 Gen 2023 9:45 - di Eleonora Guerra
presidenzialismo

L’obiettivo è, entro il 2023, approvare il presidenzialismo «in prima lettura almeno in una delle due Camere». A spiegarlo è stato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, sottolineando che «questo sarebbe già un bel successo» e spiegando che il centrodestra cerca il dialogo, ma che il governo andrà comunque avanti se l’opposizione sceglierà la strada dell’ostruzionismo.

Un presidenzialismo «adatto all’Italia» per la stabilità del Paese

«Oltre al discorso sulla tempistica, ciò che più conta è guardare anche al di fuori del perimetro di centrodestra», ha chiarito Ciriani, nel corso di una lunga intervista con Libero. «Questa riforma – ha aggiunto – non vuole rappresentare una rivincita del centrodestra sul centrosinistra. Abbiamo l’ambizione di pensare a un progetto per il Paese, che metta fine all’instabilità cronica dei governi. Avere governi forti e stabili, che abbiano tempo e modo di realizzare i programmi, dovrebbe essere interesse di tutti. Dunque, confrontiamoci: tendenzialmente le regole del gioco si scrivono insieme».

Ciriani: «Vogliamo in dialogo, ma se la sinistra sceglie l’ostruzionismo faremo le nostre scelte»

Per quanto riguarda i contenuti il ministro ha chiarito che «la mia opinione è che un semipresidenzialismo sia la formula che meglio si attaglia al nostro Paese. Ma non dev’essere alla francese o alla tedesca: dev’essere semplicemente adatto all’Italia». Sul metodo, poi, per Ciriani si può procedere «attraverso una proposta complessiva elaborata dal governo, oppure attraverso una Bicamerale», l’importante però è che «non sia pura accademia». «Sarebbe interessante scoprire se c’è un terreno comune su cui ragionare. Se la risposta che ci arriverà sarà l’ostruzionismo, allora – ha chiarito – faremo le nostre scelte come promesso agli elettori».

La riforma del fisco? «Vediamo cosa succede, resta un obiettivo di legislatura»

E la riforma del fisco? «Molto dipenderà dalle condizioni economiche del Paese», ha chiarito Ciriani, rispondendo a una domanda di Federico Novella, che firma l’intervista. «Abbiamo varato una manovra tutta incentrata sul sostegno alle bollette, con previsioni fino a fine marzo. Da quel momento in poi – ha precisato il ministro – capiremo quali sono le reali possibilità sul fisco, onde evitare promesse impossibili. Certo, la riforma fiscale resta un obiettivo di legislatura: il proposito è quello di continuare sulla strada dell’abbassamento del cuneo fiscale e degli aiuti alle imprese, riproponendo il principio del “più assumi meno paghi”».

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