Lombardia, ecco la lista civica di Majorino: un’accozzaglia in lotta per la canna libera

4 Gen 2023 11:01 - di Elsa Corsini

Un mix che più radical e barricadero non si potrebbe. La lista civica che sostiene Pierfrancesco Majorino, il candidato dem a governatore della Lombardia, è una sfilata di personaggi più o meno noti. Tutti accomunati dalla difesa a oltranza dei cosiddetti diritti civili, tanto cari alla retorica di sinistra. Come se gli altri schieramenti fossero contrari ai diritti.

La lista civica per Majorino è una caravanserraglio

Si va dal paladino della legalizzazione della cannabis e dei diritti Lgbt al virologo di grido, ora in disgrazia, Francesco Pregliasco. Che sogna di guidare l’assessorato alla Sanità. E poi Michele Usuelli di +Europa, candidato nella lista civica di Majorino prima che il suo partito decidesse da che parte stare. “Abbiamo persone che vengono da esperienze amministrative, professionisti, cittadini, rappresentanti della società civile”, dice Majorino in conferenza stampa. Il logo non spicca per fantasia. Un cerchio blu con dentro la Regione Lombardia. E la scritta ‘Majorino presidente – Patto civico’. Presentazione in pompa magna, con foto di rito, a Milano, al circolo di via De Amicis “cuore della storia dei socialisti”.

L’eurodeputato dem gongola per la squadra rosso radical

L’eurodeputato del Pd dal 2019 gongola per la squadra, ben sapendo che le chance di vittoria sono molto basse. “Hanno radici diverse, ma in politica la contaminazione è un fatto importante. E in Lombardia indispensabile”.  Con questo caravanserraglio, militanti rossi, radicali, amministratori dem, lo sfidante del governatore uscente, Attilio Fontana, si lancia nell’agone. Al suo fianco, al contrario del Lazio, ci sono Pd e grillini. Terza competitor Letizia Moratti per il Terzo Polo, fresca di abbandono della giunta di centrodestra. Delusa, sostiene, dalla politica sanitaria di cui è stata garante per più di un anno.

Unioni civili, cannabis, migranti: ecco gli obiettivi dichiarati

Majorino ha un passato di sinistra radicale come dimostrano i sui atti in consiglio comunale e in giunta con Pisapia prima e con Sala poi. A lui si devono le battaglie per il Registro delle Unioni civili, per le dichiarazioni anticipate di fine vita,  per l’educazione gender nelle scuole. Ma anche cortei per i migranti e l’accoglienza senza se e senza ma. Obiettivo? Sconfiggere le destre che governano la Lombardia ‘da troppo tempo’. In squadra anche la vice sindaca della città metropolitana di Milano, Michela Palestr,a e l’ex co-presidente dei Verdi europei Monica Frassoni. E ancora Barbara Bonvicini, già presidente dei radicali. Che ringrazia per la “straordinaria opportunità di permettere alla sinistra di trattare il tema della cannabis come un fenomeno socio sanitario. E non di sicurezza, come fa il centrodestra”.

Pregliasco è capolista a Milano e sogna l’assessorato della Sanità

Il capolista a Milano è  Pregliasco, non proprio un campione di coerenza. Ha collaborato con Fontana per tutta l’emergenza Covid e ora parla di “fallimento di una sanità che ha punti di eccellenza. “In un mese abbiamo già spostato l’obiettivo elettorale della nostra competizione”, attacca Majorino. “E lo dico con rispetto per Letizia Moratti, ma oggi è evidente che la sfida è tra me e Attilio Fontana”. Che – neanche a dirlo – avrebbe paura del confronto.

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