Le ong continuano a provocare: vanno alla ricerca di naufragi che non trovano

4 Gen 2023 9:20 - di Mia Fenice
ong

Ancora una volta le ong fanno di testa propria pur di sfidare il governo e vanno alla ricerca di naufragi che poi non trovano. Arriva nel porto di Taranto, subito assegnato dal Viminale, la nave Geo Barents di Medici senza frontiere con a bordo 85 migranti:  44 presi a bordo in un primo intervento e 41 trasbordati da una nave mercantile. “Quest’ultima operazione vietata dal decreto Piantedosi che proibisce salvataggi multipli ma approvata dallo stesso ministero dell’Interno su specifica richiesta”. Fino a qui, come racconta Libero, tutto “legale”. Ma lunedì, riporta il quotidiano, la Geo Barents ha deciso di allungare il percorso per dirigersi verso una terza imbarcazione segnalata da Alarm Phone. Solo che dopo un giorno di ricerca nel Mediterraneo, guarda caso, non ha trovato nessuna imbarcazione. E ora è in arrivo a Taranto.

Ong, il decreto Piantedosi

In base al decreto-Piantedosi il comandante, l’armatore e il proprietario della nave rischiano una multa da 10mila a 50mila euro, e l’imbarcazione il fermo amministrativo. “In caso di reiterazione della violazione da parte della stessa nave”, si legge nel decreto, “si applica la sanzione amministrativa accessoria della confisca dell’imbarcazione, e l’organo accertatore procede immediatamente al sequestro cautelare”.

Meloni sull’immigrazione illegale e tratta di esseri umani

Proprio ieri il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, su Fb ha ribadito la linea del governo: «Immigrazione illegale e tratta di esseri umani: è finita l’Italia che si accanisce con chi rispetta le regole e che fa finta di non vedere chi le vìola sistematicamente». «Ci siamo occupati di immigrazione nello stesso Consiglio dei ministri.  Con un decreto che riguarda soprattutto la vicenda delle ong», ha sottolineato la Meloni, «che ha come obiettivo il rispetto del diritto internazionale. Perché il diritto internazionale sul salvataggio in mare non prevede che ci sia qualcuno che può fare il traghetto nel Mediterraneo o in qualsiasi altro mare e fare la spola con gli scafisti per trasferire gente da una nazione all’altra (…)».

Il diritto internazionale

Il presidente del Consiglio sottolinea ancora: «Le norme del governo vogliono circoscrivere il salvataggio di migranti a quello che è previsto dal diritto internazionale con alcune regole abbastanza semplici: se ti imbatti in un’imbarcazione e salvi delle persone le devi portare al sicuro, non le tieni a bordo mentre continui a fare salvataggi multipli fino a quando la nave non è piena, perché quello non vuole dire mettere gente al sicuro e soprattutto non vuol dire salvare fortuitamente naufraghi». E ancora, il premier: «Chiediamo che ci sia coerenza tra le attività delle navi e quello per cui sono registrate: navi commerciali che si mettono a fare la spola per il salvataggio di migranti è una cosa che stride abbastanza». «Se qualcuno sta rischiando la vita ha diritto a essere salvato», ha concluso il presidente del Consiglio, «ma cosa diversa è farsi usare dalla tratta degli esseri umani del terzo millennio e continuare a far fare miliardi agli scafisti senza scrupoli che noi invece vogliamo combattere».

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