Il momentaccio buio di Joe Biden: abbandonato dal capo-staff e con l’Fbi addosso

23 Gen 2023 16:24 - di Paolo Lami
Joe Biden, Usa, americani

È un momentaccio buio per Joe Biden: abbandonato dal suo capo staff, Ron Klain, messo alle strette dall’Fbi che lui aveva cercato di tenere alla larga dalle sue proprietà e che gli ha perquisito vari uffici a caccia di documenti segreti e classificati detenuti illegalmente da Sleepy Joe, ora il presidente Usa deve fare i conti con le inchieste che si stanno addensando, come nubi minacciose all’orizzonte.

Nel mezzo della bufera per i documenti classificati che continuano a spuntare nelle sue residenze private, Joe Biden sceglie ora, come nuovo capo dello staff, Jeff Zients, che ha gestito la risposta della sua amministrazione all’emergenza Covid.

Praticamente poche ore dopo la notizia della perquisizione a casa del presidente da parte di agenti dell’Fbi che hanno trovato altri documenti classificati, l’attuale capo dello staff Ron Klain ha annunciato che lascerà l’incarico nelle prossime settimane.

Dopo aver guidato per oltre un anno la risposta dell’amministrazione alla pandemia, in particolare con la campagna di vaccinazione, Zients aveva lasciato lo scorso aprile la Casa Bianca.

Ma già in autunno era tornato per aiutare Klain a prepararsi al turnover di funzionari che solitamente lasciano l’amministrazione dopo le elezioni di midterm, che segnano la metà del mandato.

Alla fine, però, Zients ha finito per lavorare per preparare – rivelano fonti informate al Washington Post – l’uscita di Klain stesso, che dovrebbe dare l’annuncio ufficiale dopo il discorso sullo Stato dell’Unione il 7 febbraio prossimo.

Quella di Klain è destinata a diventare la prima uscita importante dall’amministrazione Biden, che avviene in un momento delicato per il presidente democratico che si vede coinvolto in un’indagine analoga a quella per cui la scorsa estate ha puntato il dito contro Donald Trump, il ritrovamento di documenti classificati rimasti impropriamente nelle loro mani una volta lasciata la Casa Bianca.

Senza contare che l’indagine che l’Attorney general ha affidato al procuratore speciale, Robert Hurt, si andrà ad aggiungere a quelle che la nuova maggioranza repubblicana alla Camera sta preparando sull’attività dell’amministrazione dem, gestione Covid compresa, e sugli affari del figlio di Biden, Hunter.

Con alle spalle un’esperienza nell’amministrazione Obama, Zients, prima di essere richiamato alla Casa Bianca da Biden come zar anti-Covid, ha svolto gran parte della sua attività personale nel settore privato, e di lui vengono apprezzate dai colleghi le straordinarie doti manageriali.

La sua scelta, però, è destinata a scontentare chi sperava che Biden aiutasse ad infrangere un altro tetto di cristallo nominando, per la prima volta nella storia americana, una donna come capo dello staff.

Per quanto riguarda il suo profilo poco ‘politico’, c’è chi ritiene che Biden intenda affidare a Zients la gestione amministrativa del governo federale, mentre assumeranno maggiore peso i suoi consiglieri politici, Anita Dunn, Jen O’Maley Dillon e Mike Donilon, soprattutto in vista di una campagna per la rielezione.

In particolare Dunn – che molti consideravano come la possibile prima donna capo dello staff – assumerà il ruolo di stratega politico.

 

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