Fango sulla sanità del Veneto da Report e da Crisanti. La reazione: abbiamo salvato vite con uno sforzo immane

3 Gen 2023 19:33 - di Redazione
Veneto Crisanti

“C’è un’intera categoria di professionisti della sanità, fatta di manager, medici, infermieri e altri professionisti che per mesi si è trovata a fronteggiare una pandemia senza precedenti, misurandosi con scelte organizzative, preventive e cliniche di rilevanza estrema per la salute pubblica. Questo in una situazione del tutto nuova, in cui lo stesso approccio richiedeva coraggio. L’individuazione precoce di tutti i soggetti positivi è stata la stella polare dell’attività regionale per poter dare risposte tempestive in un’emergenza senza precedenti”. Così l’assessore alla Sanità e alle Politiche sociali della Regione Veneto Manuela Lanzarin interviene sul caso tamponi rapidi, e in risposta alle accuse di Andrea Crisanti e della trasmissione Report difende il modo con cui il Veneto ha fronteggiato l’emergenza Covid.

Avvilente il discredito sull’impegno del Veneto contro il Covid

“Tutte le posizioni sono legittime e rispettabili in democrazia, ma non possono ingenerare confusione nei cittadini – afferma Lanzarin – soprattutto se contengono il rischio di arrecare discredito sull’impegno massiccio che la sanità veneta, a tutti i suoi livelli, sta portando avanti da oltre due anni per contrastare il Coronavirus e tutelare la salute pubblica. Un impegno che la Regione Veneto ha fatto proprio da subito. È profondamente avvilente vedere che questo sforzo immane non solo viene messo in discussione, ma viene dipinto come dannoso e controproducente per la salute pubblica”.

Lanzarin: no alle speculazioni politiche, la sanità del Veneto non lo merita

“Provo grande tristezza – conclude l’assessore – a vedere come in nome del dibattito politico si possa insistere sul concetto che le decisioni in materia di test antigenici hanno favorito la mortalità. Un’accusa infamante e gravissima, più volte smentita da autorevoli studi internazionali, che nessun amministratore o nessun professionista della sanità si merita dopo essersi impegnato senza sosta per contrastare una sciagura che ha attraversato il mondo con milioni di morti. Sforzi che hanno salvato migliaia di vite”.

La nota del direttore della sanità veneta Masullo

Arriva con una nota ufficiale di Gianluigi Masullo, direttore generale facente funzioni della sanità veneta, la replica della Regione alle accuse sui tamponi rapidi: «Quanto espresso dal senatore Crisanti non rappresenta la realtà. La strategia della Regione, sempre fondata su indicazioni tecnico-scientifiche di livello internazionale e nazionale, ha come cardine l’individuazione precoce di tutti i possibili soggetti positivi al Sars-Cov2, anche asintomatici, per l’adozione tempestiva delle misure di sanità pubblica».

Vilipendio alla professionalità di tanti esperti

Entrando nel merito dei test rapidi, precisa: «Nei periodi più critici della pandemia la massima capacità dei test molecolari era di 23 mila unità al giorno, a fronte di oltre 170 mila richieste. È stato possibile estendere la protezione della popolazione rafforzando l’attività di contact tracing grazie all’introduzione, accanto ai test molecolari e non in loro sostituzione, dei test antigenici rapidi, utilizzati in tutto il mondo e autorizzati dall’Agenzia italiana del Farmaco. Voler far passare il concetto che abbiano favorito la mortalità e non siano stati utili negli screening appare un vilipendio alla professionalità dei tanti autorevoli esperti impegnati nella miglior tutela della popolazione. Studi importanti – prosegue Masullo – evidenziano come la capacità di testing degli antigenici abbia consentito di identificare un numero elevato di casi, contribuendo a limitare il contagio e conseguentemente i decessi. Il cui numero è tra i più bassi d’Italia».

 

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