Cacciari: nessuno si appassiona al dibattito del Pd, così la Meloni governerà a lungo indisturbata

9 Gen 2023 9:29 - di Redazione
Cacciari

Con la consueta aspra sincerità Massimo Cacciari squarcia il velo sulle vicende interne del Pd che a suo avviso sono, oltre che deprimenti, poco interessanti per gli italiani. Un dibattito congressuale – afferma – che è il nulla, il vuoto assoluto, un “dramma senza contenuti”. Il giudizio tranchant lo esprime in una intervista al Fatto, nella quale spiega perché quello del Pd non è un dibattito coinvolgente.

Cosa manca allora? “Programmi definiti e grandi personalità che sappiano interpretarli. C’è un clima di disfatta delle sinistre europee che preoccupa ben al di là delle sorti del Pd. Un’onda molto lunga, che ha cause complesse e sta giungendo a riva. Bisogna reinventare la sinistra in Europa: questo è un grande tema sul quale mi sarebbe piaciuto che il Pd si confrontasse. Invece sento solo vecchi slogan e vecchie promesse”.

Cacciari non trova convincenti le personalità e i propositi dei candidati. “Anche il programma della persona di cui ho più stima, Gianni Cuperlo – afferma – è in gran parte quello che presentò Zingaretti tre anni fa, poi perduto nel vuoto totale. Credo che Gianni avrebbe dovuto interrogarsi su questo, forse ci sono vizi di origine che ancora non ci confessiamo. La fase costituente somiglia a un’ennesima conta, sempre la stessa, tra le due anime del Pd che mal si sopportano sin dalla fondazione, quella ex comunista e quella cattolica.
Siamo sempre lì. Tutto poi si riduce alla ricerca del nome nuovo, come se bastasse a superare ogni difficoltà”.

Quanto a Giorgia Meloni “sembra godere ancora di ampio consenso”. E Cacciari lo spiega così: “Intanto perché è una persona che ci sa fare: dal punto di vista comunicativo e di immagine è molto meglio di chi l’ha preceduta, e questo conta. Secondo: gli italiani ormai hanno capito tutti che dal punto di vista economico e finanziario i binari sono quelli: si può scegliere una velocità o un vagone diverso, ma la strada non si cambia”. Infine, Meloni “una tradizione politica, brutta o bella che sia, ce l’ha. E poi, come dicevo prima, cosa vuole che dica la gente: mi sono pentito di votare Meloni e voto chi? Bonaccini? Ma dai”.

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