Reddito di cittadinanza, pacchia finita per i 660mila che possono lavorare. Navigator, niente proroga

1 Nov 2022 19:06 - di Monica Pucci
Si cambia, finalmente. E anche in fretta. Il reddito di cittadinanza targato “M5S”, con nullafacenti, ex criminali o finti poveri a sottrarre risorse alle casse dello Stato, mettendo in ginocchio lo stesso mercato del lavoro, sarà profondamente modificato già nei prossimi giorni, con un provvedimento che è stato riassunto, nei suoi principi generale, in un articolo del Sole24Ore.

Come cambia il reddito di cittadinanza con il governo Meloni

Secondo indiscrezioni, il governo Meloni starebbe lavorando all’individuazione di due categorie, tra coloro che percepiscono il sussidi: “Da un lato i soggetti effettivamente fragili non in condizioni di lavorare, come pensionati in difficoltà, invalidi e genitori privi di reddito con figli minori. Per loro la misura, come ha affermato nel suo discorso programmatico alle Camere la neo-presidente del Consiglio Giorgia Meloni, resterà un doveroso sostegno economico dello Stato. Ma per gli altri, per chi è in grado di lavorare, la soluzione non può essere il reddito di cittadinanza, ricorda il quotidiano di Confindustria, che ricorda: il reddito di cittadinanza raggiunge circa 1,1 milioni di famiglie per un totale di 2,3 milioni di persone coinvolte, tra richiedenti e altri membri del nucleo familiare.

Nel mirino oltre 600mila abili al lavoro

“In base agli ultimi dati Anpal, aggiornati al 30 giugno 2022 (nota 9 del 7 ottobre), i beneficiari indirizzati ai servizi per il lavoro sono 919.916. Sono esclusi, quindi, i soggetti non occupabili (ad esempio i minori, gli anziani o le persone disabili). Di questi, in seguito alle verifiche iniziali necessarie per la presa in carico dei percettori, 66.770 sono stati esonerati o esclusi dagli obblighi lavorativi, ad esempio perché genitori di bambini sotto i tre anni di età; 19.676 sono stati rinviati ai servizi sociali; 172.868 risultavano già occupati, evidentemente con redditi di basso livello (working poor) tanto da avere diritto anche al sussidio. Quelli che, invece, sono potenzialmente occupabili sono 660.602. Su di loro il governo concentrerà l’attenzione per lavorare sull’integrazione nel mercato del lavoro, mentre il Rdc si trasformerà in un “reddito di sussistenza” tolto dalle competenze dell’Inps e affidato ai Comuni, che dovrebbero poi individuare i soggetti effettivamente fragili da proteggere, come scrive Repubblica.

Il programma “Gol” con i fondi del Pnnr

Poi c’è l’impulso da dare all’Agenzia Nazionale per le Politiche attive del lavoro, che grazie al Pnrr “Gol” ha consentito a 326.000 persone di essere prese in carico, tra disoccupati, percettori del reddito di cittadinanza e lavoratori fragili. “Ora la sfida successiva sarà favorire il loro reinserimento lavorativo, anche grazie alla formazione, alla riqualificazione e agli interventi personalizzati”, come si legge nel comunicato stampa dell’Anpal dell’11 ottobre 2022. “Di questo passo entro fine anno sarà raggiunto anche il più ambizioso target nazionale di 800.000 partecipanti al programma. L’obiettivo di GOL è quello di migliorare l’inserimento lavorativo delle persone, offrendo percorsi personalizzati di ingresso o reingresso al lavoro”, ricorda l’Anpal.

La smentita della proroga dei “navigator”

“In relazione alle notizie di stampa circolate in queste ore relative alla proroga degli ex navigator, scaduti lo scorso 31 ottobre, si precisa che detti contratti non sono prorogabili”. Lo puntualizza una nota del ministero del Lavoro, replicando ai rumors sulle intenzioni del governo di prorogare di due mesi i contratti dei navigator scaduti il 31 ottobre. “Sul tema e nell’ambito delle attività di coordinamento, è stata invece avviata una mera attività ricognitiva tra le Regioni. Eventuali ulteriori utilizzi degli ex navigator richiederebbero l’approvazione di una apposita norma, non allo studio del Ministero”, specifica la nota.

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