Carfagna e Gelmini esaltate per la “svolta” di Azione. Quale? La federazione con Renzi…

19 Nov 2022 15:49 - di Gigliola Bardi
carfagna

Pasionarie come forse mai prima, lanciate su obiettivi ambiziosi, pronte a fare tutto il necessario per diventare il «primo partito d’Italia». All’assemblea nazionale di Azione, Mariastella Gelmini e Mara Carfagna, con l’occasione nominata presidente del partito, sono apparse più galvanizzate che mai. Certe che presto il partito avrà lo slancio necessario per diventare la «grande casa dei liberali, dei popolari e dei riformisti italiani», grazie a un passaggio che dai toni appare epocale non solo per la loro formazione, ma per l’Italia intera. Quale? La federazione con Italia Viva di Matteo Renzi

Gelmini: «Poniamo la prima pietra di un grande progetto»

«Oggi poniamo la prima pietra di un grande progetto che sarà di fondamentale importanza, non per noi, ma per l’Italia», ha detto Gelmini, rivendicando che «non ci siamo divisi dopo il voto, come qualcuno prevedeva. E non lo faremo». «Abbiamo preso un impegno con gli elettori: con l’assemblea di oggi, a meno di due mesi dal voto, dopo aver costituito i gruppi unici in Parlamento, approveremo un accordo di federazione con Italia Viva con l’obiettivo di costituire il partito unico entro le elezioni europee del 2024», ha proseguito la vicesegretaria e portavoce di Azione, che «grazie al lavoro fatto in questi anni da Carlo Calenda, è una grande comunità umana e politica, aperta anche a chi come me viene da esperienze diverse». «Abbiamo tanto lavoro da fare, in Parlamento e sul territorio», ha ammesso Gelmini, sostenendo poi che «abbiamo una responsabilità enorme: dare un’alternativa credibile all’Italia, superare la deriva populista e la logica dell’uno vale uno, cambiare alla radice quello che la politica è diventata in questi anni».

Carfagna: «Col percorso federativo, possiamo diventare primo partito italiano»

Ancora più entusiasta Mara Carfagna, complice la nomina ricevuta. «Una grande e bellissima sfida, un grande privilegio e anche una grande responsabilità», ha commentato, chiarendo come, in effetti, il compito sia arduo. «Molto ambizioso, ma non impossibile», ha detto lei, chiarendo che si tratta di «fare di Azione, anche grazie al percorso federativo che sottoporremo all’assemblea, il primo partito italiano». «C’è bisogno di questa grande casa dei liberali, dei popolari e dei riformisti italiani che sono orfani delle case di appartenenza dopo la crisi del bipolarismo», ha sostenuto, lanciando anche lei un proclama di inclusività: «I popolari e i riformisti sono orfani delle culture di appartenenza e possono trovare casa in Azione».

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