“Danni a Nord Stream causati da 500 kg di tritolo piazzati da robot”. La nube arriva in Italia

1 Ott 2022 15:09 - di Carlo Marini
Nord Stream esplosivo

L’esplosivo – fino a 500 chilogrammi di tritolo – che ha provocato le quattro falle nel Nord Stream, sotto il Mar Baltico, potrebbe essere stato piazzato con i robot di manutenzione che operano all’interno dell’infrastruttura durante i lavori di riparazione. E’ quanto ipotizzano alcuni esperti, secondo quanto riferisce il Guardian, dopo che nei giorni scorsi si era parlato di minisottomarini. Ma la quantità di esplosivo utilizzata rende meno probabile questa ipotesi.

Se quanto sostenuto dagli esperti dovesse dimostrarsi vero, la natura sofisticata degli attacchi come la potenza dell’esplosione rafforzerebbero la tesi secondo cui il sabotaggio sarebbe opera di un ‘attore statale’. E l’Occidente punta il dito contro la Russia.

La rivelazione inquietante: sotto al gasdotto Nord Stream erano sepolte armi chimiche

Un nuovo dato inquietante emerge in queste ore. Le perdite dal gasdotto Nord Stream nel Mar Baltico si trovano in un’area in cui un tempo venivano sotterrate armi chimiche. Lo denuncia l’Agenzia finlandese per l’ambiente (Syke), secondo il bacino danese di Bornholm è la più importante discarica di armi chimiche del Mar Baltico. La prima perdita di gasdotto è stata rilevata lunedì sul lato sud-est dell’isola di Bornholm. Da allora, sono stati rilevati in totale quattro punti di perdita nei tubi.

Syke, tuttavia, ha assicurato che l’effetto delle perdite di gas sulle armi chimiche dovrebbe essere probabilmente modesto, poiché le armi sepolte si trovano a diversi chilometri di distanza dai punti di perdita.

La nube di Metano che starebbe muovendosi dal Mar Baltico verso l’Italia, originatasi come conseguenza delle fuoriuscite di enormi quantitativi di gas dal Gasdotto North Stream 1 e 2, non sarebbe un diretto pericolo per la salute umana. A precisarlo è, in una nota, la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima).

Il pareere del presidente di Sima, Alessandro Miani

“La nube di gas – spiega il presidente Sima, Alessandro Miani – ha già avuto il tempo di diluirsi e in ogni caso per arrivare fino al nostro Paese necessiterebbe di correnti sufficientemente forti da causarne ulteriore diluizione, riducendo praticamente al minimo qualsiasi rischio diretto o immediato per la salute umana. Diverso è il discorso se si guarda alle conseguenze a medio-lungo termine sulla salute planetaria. Infatti, al pari dell’anidride carbonica (CO2), anche il metano è un gas climalterante, seppur con una minor persistenza in atmosfera rispetto a quella della CO2″.

Gli effetti sulla salute della nube di metano da Nord Stream

“Gli effetti sul surriscaldamento della Terra potrebbero comunque essere importanti se le fuoruscite di gas dovessero continuare. Ad oggi la quantità di metano fuoriuscita, seppur notevole (si stimano tra le 100mila e le 350mila tonnellate), non desta grandi preoccupazioni per il suo impatto diretto sul clima a livello locale, ma su scala planetaria potrebbe avere una portata devastante, contribuendo ad aumentare gli eventi estremi dovuti ai cambiamenti climatici (per il riscaldamento globale il gas metano è 25 volte più pericoloso dell’anidride carbonica ed è secondo solo al diossido di carbonio). Maggiori analisi e valutazioni saranno fatte per fornire un dato più chiaro sugli impatti ambientali dell’incidente occorso nel Mar Baltico. Ci auguriamo che tutto questo non metta a rischio gli sforzi, anche minimi, finora fatti per contenere il surriscaldamento della Terra al di sotto degli obiettivi fissati con gli Accordi di Parigi e ribaditi più recentemente a Glasgow”, conclude il presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale.

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