Nicolò, morto a 2 anni per un’overdose di hashish: trovate tracce di eroina e coca nei capelli

4 Ott 2022 13:37 - di Davide Ventola
Nicolo, 2 anni

Nicolò Feltrin, il bambino di due anni di Longarone morto nella serata del 28 luglio in ospedale a Pieve di Cadore, è stato ucciso da una overdose da hashish. Non solo, le analisi dei capelli del piccolo rivelano tracce di cocaina ed eroina, segno che Nicolò, nel corso degli ultimi mesi della sua breve vita, era entrato in contatto in via diretta con quelle sostanze, che si ritiene trovasse abitualmente in casa. Lo rende noto il Corriere della Sera fornendo una prima anticipazione dell’autopsia svolta dal medico legale Antonello Cirnelli, nominato dalla procura per scoprire la causa della morte del piccolo.

Il padre si è presentato al test antidroga completamente depilato

Diego Feltrin, boscaiolo di 43 anni, è indagato per omicidio colposo: il pomeriggio di quel 28 luglio il bambino era affidato a lui, mentre la mamma era al lavoro.  In seguito all’autopsia, gli inquirenti hanno chiesto all’uomo di sottoporsi al test del capello perché si presume che la droga ingerita dal piccolo, potrebbe essere stata usata dal padre. Feltrin però, si è recato in laboratorio completamente glabro, rendendo impossibile la raccolta di materiale corporeo per eseguire le analisi. Nel frattempo nella casa di origine, dove viveva la giovane famiglia, non c’è più nessuno. Vivono a casa di amici, perché «è troppo doloroso rimanere in quella casa dove hanno cresciuto il loro bambino che non c’è più» ha detto l’avvocato di Feltrin al Corriere, «se qualcuno vuole parlare con loro io sono qui a disposizione, chiunque può mettersi in contatto con me».

Nicolò, morto di overdose: il padre disse che aveva mangiato qualcosa al parco

Quel 28 luglio, il piccolo Nicolò era solo a casa con il padre perché mamma Serena era andata a lavorare. I due sono stati insieme al parco giochi che si trova praticamente nel cortile del condominio dove i tre abitavano. Poi sono saliti nel loro appartamento e hanno pranzato, Diego, dopo aver mangiato, ha messo il piccolo Nicolò in camera sua, per il consueto sonnellino pomeridiano. Alle 17 il bambino non si alzava, il padre ha cercato di svegliarlo ma non ci è riuscito, e allora ha caricato il piccolo in macchina e lo ha portato di corsa al pronto soccorso di Pieve di Cadore. Nel frattempo ha chiamato Serena, sua moglie, che lo ha raggiunto in ospedale. Non ha retto la spiegazione del padre: «Ha mangiato qualcosa di strano al parco». Al parco non è stato trovato nulla.

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