L’ambasciatore russo a Vespa: “Kiev non vuole negoziare. La minaccia nucleare è una balla”

7 Ott 2022 9:50 - di Eugenio Battisti

È Kiev a non voler negoziare, mica il Cremlino. L’Occidente parla di annessione dei territori ma si chiama adesione. Lo stop al  gas russo è colpa dell’Europa e dell’Italia. Questa la tesi ripetuta più volte, con toni miti e sornioni, dall’ambasciatore russo Sergey Razov, ospite ieri sera di Porta a Porta. Incalzato più volte da Bruno Vespa quando la narrazione del diplomatico si fa indigeribile.

L’ambasciatore russo ospite di Porta a Porta

Quando i media italiani scrivono di ciò che a Mosca non si può nominare (l’invasione dell’Ucraina) “diffondono fake news che per leggerle bisognerebbe essere costretti da un tribunale”, dice Sergey Razov che vive in Italia da 9 anni e che “ama moltissimo”. D’altronde Mosca “non ha annesso nessun territorio ucraino” e lo stop alle fornitura di gas è responsabilità della Ue e dell’Italia “che non lo vogliono più”.

La minaccia nucleare è una fake news dell’Occidente

«Il ministro Lavrov ha detto che la Russia non parteciperà a un’escalation della retorica nucleare… Sono solo balle?», lo incalza Bruno Vespa. Che lo interrompe spesso per evitare che l’intervista a Razov si trasformi in un comizio senza contradditorio. “Non so di quali minacce nucleari russe si parli. Non abbiamo intenzione di partecipare a questa escalation. Putin ha detto che difenderemo il nostro territorio con tutti i mezzi. E ha ricordato che abbiamo vari tipi di armamenti. Tutto il resto sono speculazioni dei media, parole all’aria”.

Nessuna annessione, noi la chiamiamo adesione

Anche sui referendum farsa l’uomo di Mosca in Italia ribalta la vulgata occidentale. “Non c’è stata alcuna annessione, noi la chiamiamo adesione. Secondo le carte Onu è sancito il principio della possibilità di autodeterminazione dei popoli, che hanno votato un referendum democratico, ed il 99% si è espresso per l’adesione”. “Quando è iniziata l’operazione speciale – insiste l’ambasciatore – Putin ha spiegato i motivi di una decisione difficile. La geopolitica è la scelta del male minore”. “Le chiama così, le stragi di un popolo invaso”, replica Vespa. “In quelle regioni occupate ive il 15% della popolazione ucraina. Sarà il caso di ascoltarli? Per otto anni in seminterrati, i bambini non vedevano la luce…”. Tutto falso per l’ambasciatore di Putin.

Il presidente Zelensky non vuole trattare

Ma la guerra? Gli obiettivi? La trattativa? “La risposta non è nelle mie possibilità. Putin ha detto che siamo a favore del cessate il fuoco e di sederci a un tavolo – aggiunge Razov – ma il presidente Zelensky dice che non negozierà. Bisogna aspettare che cambi idee, o che l’Ucraina cambi presidente”. Anche la guerra del gas è una balla della stampa. “Non so quale sia il problema col gas russo”, risponde l’ambasciatore russo. “Per 50 anni abbiamo fornito in maniera stabile gas all’Europa e all’Italia senza nessun problema. L’anno scorso, abbiamo fornito 30 miliardi di metri cubi ed eravamo pronti a continuare a fornirlo. Ma l’Italia insieme agli alleati europei, ha deciso di liberarsi il più rapidamente possibile dalla dipendenza energetica russa, non è stata una scelta nostra”.

Nord Stream, sabotaggio russo? “Non siamo idioti”

L’ipotesi di sabotaggio russo del gasdotto Nord Stream non è nemmeno da prendere in considerazione. “Capisco che sotto l’influenza della propaganda russofoba si possano creare strane immagini ma garantisco che non siamo idioti”, taglia corto Razov. C’è ancora il tempo per punzecchiare l’Italia. “Il governo italiano che si sta formando sarà il settimo durante il mio mandato. La vostra instabilità è il segno della vostra stabilità”.

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