Grillo condannato per diffamazione. Accusò una parlamentare dem di sabotare il voto in aula. Ma era ricoverata

1 Ott 2022 17:57 - di Alessandra Parisi

Nuovi guai giudiziari per Beppe Grillo. La Corte d’Appello di Bari ha ribaltato la sentenza di primo grado (che lo aveva assolto) e ha condannato il fondatore e garante dei 5Stelle per diffamazione aggravata nei confronti di un ex parlamentare del Pd. Si tratta di Cinzia Capuano, finita nel mirino di Grillo nel corso della trasmissione Anno Zero del 9 giugno 2011.

Grillo condannato per diffamazione contro una parlamentare Pd

In quella occasione il comico genovese accusò la parlamentare di aver sabotato, con la sua assenza volontaria in aula, la proposta di election day del maggio 2011. Nella furia dell’attacco il l’inventore del Vaffa aveva denunciato l’assenza della parlamentare barese al momento del voto sulla proposta di accorpare il referendum sull’acqua pubblica a al voto amministrativo. E accusato Capano, insieme agli altri colleghi del Pd assenti,  di avere volutamente fatto fallire l’election day. Per boicottare la consultazione referendaria popolare a vantaggio delle lobby della privatizzazione dell’acqua.

Accusò una parlamentare Pd di boicottar l’aula. Ma era ricoverata in ospedale

Peccato che l’assenza della parlamentare fosse dovuta a ben altro, come ha  rettificato la diretta interessata. Il giorno del voto, il 16 marzo 2011, la Capano era assente perché ricoverata d’urgenza in ospedale a causa di un malore cardiaco. Un’accusa grave, quella del leader pentastellato, che ha indotto la deputata dem a querelare. Oggi il verdetto: Grillo è stato condannato al risarcimento del danno da definire in sede civile. E a pagare le spese processuali. “Il signor Grillo aveva la possibilità , oltre che l’obbligo, di verificare tale circostanza prima di muovere accuse infamanti. Una elementare pratica di civiltà – disse la parlamentare – che spiace non sia seguita da chi ha tanta influenza sulla rete. E da chi si pone nei confronti dei cittadini come tutore della verità e della corretta informazione”.

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