Greta spiazza gli ambientalisti sul nucleare: “Un errore chiudere le centrali privilegiando il carbone”

12 Ott 2022 13:10 - di Laura Ferrari
Greta nucleare

L’attivista svedese Greta Thunbger fornisce un assist insospettabile ai sostenitori del nucleare, spiazzando anche molti ambientalisti.  “Se le centrali nucleari sono in attività penso che sarebbe un errore chiuderle privilegiando il carbone”. Ad affermarlo, in un’intervista alla tv pubblica tedesca ‘Ard‘, è l’attivista svedese in merito alla strategia di crisi del governo tedesco di rilanciare le centrali elettriche a carbone per ridurre la produzione di elettricità dal gas.

L’Esecutivo tedesco sta inoltre valutando la possibilità di mantenere due delle tre centrali nucleari ancora in funzione in Germania collegate alla rete come riserva di emergenza oltre la data di chiusura effettiva di fine anno, ma solo fino a metà aprile 2023 al più tardi. Thunberg ha ricordato che ci sono altre alternative all’utilizzo del carbone: “Penso che ci siano altri modi per andare avanti. Con le rinnovabili”, spiega l’attivista svedese.

Greta e il nucleare: appena tre mesi fa era di parere opposto

Thunberg ha avvertito del pericolo di continuare a investire nelle energie fossili, pur affermando di aver compreso la necessità di proteggere i cittadini da costi energetici eccessivamente elevati. Thunberg ha criticato il fatto che la crisi climatica non sia trattata come un’emergenza globale, come è successo con la pandemia. Per l’attivista svedese, anche in tempo di guerra, non bisogna perdere di vista le conseguenze della crisi climatica. “Tutte le guerre sono un disastro. Su molti livelli. Ma dobbiamo essere in grado di affrontare cose diverse allo stesso tempo”.

Appena tre mesi fa Greta, precisamente il 5 luglio 2022, Greta Thunberg, in un post sui Social scriveva esattamente il contrario, intervenendo sulle misure del parlamento Ue:
«Domani il Parlamento europeo – scriveva su Twitter – deciderà se i gas fossili e il nucleare saranno considerati “sostenibili” nella tassonomia dell’UE. Ma nessuna quantità di lobbyismo e greenwashing lo renderà mai “verde”. Abbiamo un disperato bisogno di vera energia rinnovabile, non di false soluzioni». Resta un solo dubbio: ha cambiato idea l’adolescente svedese o aveva sbagliato il suo social media manager?

 

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