No Gas, docce gelate, pasta cruda e agenti all’uscio: ecco come il mainstream stravolge l’inverno

6 Set 2022 16:03 - di Chiara Volpi
No Gas

Docce gelate, magari in due alla volta. Pasta cruda cucinata a fuoco spento. Termostati rivisitati e corretti e agenti all’uscio per monitorare la buona condotta. Lo stupidario di consigli utili e istruzioni per l’uso della crisi energetica che impera in questi giorni è sconcertante. Un florilegio di proposte e consigli utili che delineano lo scenario che si prefigura per l’autunno alle porte. Un quadro a dir poco apocalittico: se non fosse per le spennellate paradossali, al limite del grottesco, che si intravedono sullo sfondo di una comunicazione del mainstream che alterna alle tinte fosche della crisi, la luminescenza di un messaggio radical chic. Di una pistolotto morale finale, utile solo a declinare all’emergenza in corso, l’antologia di virtuosismi e istruzioni per l’uso. Tutto, rigorosamente e tipicamente politically correct.

No Gas: i consigli virtuosi e le istruzioni per l’uso del mainstream

Il governo mette le mani sui termosifoni slatentizzando una paura che cova ormai da mesi. E annuncia per i contribuenti stravolti da sacrifici e rincari stratosferici un autunno di austerity. Praticamente quanto vissuto durante la pandemia. Perché, temperatura e sbalzi climatici a parte, piove sul bagnato… E il prezzo di bollette lievitate e i rincari dovuti a difficoltà di approvvigionamenti e mancanze di risorse, che minano una transizione energetica che parte zoppa, ricadrà ancora una volta sulle teste di cittadini. Piccoli imprenditori, commercianti, artigiani e famiglie. Tutti quanti già messi a dura prova da lockdown e misure restrittive varie. Ma con una differenza rispetto a due anni fa: stavolta al danno della mannaia dell’emergenza, si aggiunge la beffa dell’indoratura della pillola. Quella in nome della quale, ci propinano l’incubo alle porte come se fosse una favoletta dalla morale ecologica

No Gas: ci propinano l’incubo alle porte come una favoletta dalla morale ecologica

Già, perché come sottolinea con sagace ironia e caustica lucidità un enciclopedico servizio de La Verità in edicola oggi, « suona la campanella e ripartono in automatico sui media mainstream le lezioni di educazione civica al cittadino trattato da Fantozzi, che si preoccupa per le bollette. È sfinito dai sacrifici. E non capisce il valore terapeutico, democratico, salvifico di un novembre all’addiaccio. Il copione ricalca quello della pandemia, quando Roberto «Sciagura» Speranza rinchiudeva tutti in lockdown. Le coscienze anestetizzate cantavano dai balconi. I virologi ingrassavano terrorizzando le persone. Alessandro Gassman minacciava di denunciare i vicini di casa. E un esercito di giornalisti dem tesseva le lodi del green pass più liberticida del globo»…

E tornano i soliti Soloni di turno…

Cambiano solo i nomi dei Soloni di turno (a parte l’immancabile Gassman junior già solerte nell’imprecare contro la luce accesa alle finestre di fronte), ma non cambia di una virgola la tendenza a sbeffeggiare sulla bellezza delle crisi e la necessità dell’eroico sacrificio che ci rende impeccabili discepoli di una religione green modello Thunberg e discepoli. Un credo celebrato sull’altare della crisi e dell’austerity invocata per i buoni samaritani dell’anno. In questi giorni, allora, il predicozzo vola nell’etere, dalle radio ai talk della tv. Dai salotti radical chic ai commenti da bar dello sport, passando per i social e per i pulpiti dei numi tutelari di un pianeta a corto di risorse e di idee, tanto da dover riciclare e rivendere come industriosamente innovative quelle del passato.

No Gas, ci manca solo la luce a lume di candela

E allora, se non siamo tornati ancora alla luce di candela poco ci manca. Nel frattempo, come scrive il quotidiano diretto da Belpietro, «ha cominciato Giorgio Parisi, premio Nobel per la Fisica e tuttologo, dal quale ci attendiamo un libro di ricette sotto Natale: «Si può cuocere la tagliatella a fuoco spento». La Sora Lella lo faceva già 50 anni fa quando stava per finire la bombola del gas (una scaldata di due minuti e poi coperchio sulla pentola) ma la riteneva una sciagura neorealista, non un’idea meravigliosa». Non solo. «Ieri – prosegue La Verità – al partito dei cantori dell’austerity si è aggiunto il primario di endocrinologia dell’ospedale Gemelli di Roma, Alfredo Pontecorvi: «Ridurre di qualche grado la temperatura delle stanze può fare solo bene alla salute ed esercitare effetti positivi sull’organo adiposo. Dal freddo abbiamo solo da guadagnare».

Crisi energetica e austerity di Stato: errori strategici e proposte (e bollette) irricevibili

E giù con soluzioni arrangiate alla bella e meglio, che un lettore medio magari non si aspetta dai sacri testi di Micromega, che invece ci spiegano «che “l’acqua corrente in casa è una condizione recentissima”», facendo capire a noi consumatori fetenti e compulsivi che abbiamo vissuto benissimo senza. Per l’ispirata rivista progressista basta sostituire il verbo lavarsi con l’astruso sinonimo “deodorizzarsi” per avvertire meno l’urgenza di una doccia calda. L’atteggiamento snob rivela un vecchio pregiudizio: il riferimento ultimo dei progressisti non è il cittadino pensante ma il caro burattino lobotomizzato da socialismo reale». Insomma, per farla breve, la comunicazione del governo e para-governativa targata mainstream sta facendo di tutto per occultare o mimetizzare gli errori strategici – in ambito diplomatico, in campo internazionale e tecnologico-innovativo – e le mancanze di Bruxelles e di Roma.

E la politica No Gas la pagheranno famiglie, imprenditori e artigiani…

E la politica No gas è il frutto di tutto questo, spremuto e somministrato agli italiani tutti: contribuenti, aziende, artigiani sui quali vengono scaricati gli effetti della crisi non devono soltanto pagare ma anche ringraziare. Chiamati a mangiarsi pasta cruda, farsi docce gelate in pieno inverno e tirare la cinghia ancora per un bel po’ pur di pagare bollette irricevibili, e a ringraziare pure un’autorità Grande Fratello che ci “educa” al ricorso a comportamenti virtuosi. Perché, come ha ribadito Ferruccio De Bortoli in un dotto commento: «È indispensabile un radicale cambio di mentalità. Risparmiare energia è una virtù»…

 

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