Maroni rompe gli indugi: «Zaia al posto di Salvini». E spinge per la federazione Lega-FI

29 Set 2022 11:08 - di Liliana Giobbi
maroni

È quello di Luca Zaia il nome che l’ex segretario leghista, Roberto Maroni, aveva in mente, scrivendo sul “Foglio” di martedì scorso che alla Lega serve un nuovo segretario «e io un nome ce l’avrei». Ora l’ex governatore della Lombardia scrive al quotidiano diretto da Claudio Cerasa precisando il suo pensiero. «Io saprei chi eleggere, l’ho già detto, non vorrei fare nomi. Ma forse può essere utile farne uno per capire di cosa si sta parlando. Un indizio: è un governatore. Un profilo: quello di Luca Zaia», scrive.

Maroni: la segreteria di Salvini scade quest’anno

«Al consiglio federale della Lega, convocato da Salvini, non si è fatto alcun cenno al congresso federale, anche se la segreteria di Salvini scade proprio nel 2022», sottolinea Maroni . «Detto questo, i nostri politici sembrano fregarsene di ciò che è successo. Basta leggere le dichiarazioni di Tajani al Sole 24 Ore su quanti ministeri spetterebbero agli azzurri. «A Forza Italia tre ministeri? Io spero anche quattro’. Naturalmente uno spetterebbe a lui. Si dirà. Ma di fronte a queste difficoltà mostrate dai due alleati di Meloni, Forza Italia e Lega, come se ne può uscire? Cosa si può fare? Che progetto potrebbe avere un nuovo segretario della Lega? Io un’idea ce l’ho: far nascere una federazione tra Forza Italia e la Lega. Mi sembra una cosa buona e giusta, visti i tempi che corrono nella politica di oggi. E nella sua piuttosto modesta (e uso un eufemismo) classe politica».

Ma il vicesegreatario Lorenzo Fontana non ci sta

Di parere diametralmente opposto è il vicesegretario della Lega, Lorenzo Fontana. La leadership di Salvini è in discussione? «Nessuno l’ha messa in dubbio. Siamo uniti e compatti. E poi anche quelli che vengono dipinti come rivali di Salvini hanno bisogno di una Lega in salute. Più la Lega è forte e più sono forti anche le sue componenti», spiega. «Non abbiamo la prova di come sarebbe andata se non fossimo entrati nel governo Draghi. Ma resta il fatto che il partito che ha preso più voti è quello che è stato all’opposizione. E anche il Movimento 5 Stelle che ha fatto cadere Draghi ha preso molti più voti della Lega».

 

 

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