Annunciati i referendum per l’annessione del Donbass alla Russia. Ue e Usa: “Una tragica farsa”

20 Set 2022 20:50 - di Laura Ferrari
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I referendum “farsa”, così come li considera Kiev, per l’annessione alla Russia di Donetsk, LuhanskKherson e Zaporizhzhia si terranno dal 23 al 27 settembre prossimi. Lo hanno annunciato le autorità filorusse, mentre il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha sottolineato come queste consultazioni testimonino il desiderio dei popoli “di decidere il proprio destino”.

“Senza i referendum, c’è ancora una piccolissima chance di una soluzione diplomatica. Dopo i referendum, no”. E’ quanto ha detto il portavoce dell’ufficio della presidenza ucraina, Serhiy Nykyforov. “Per essere chiari: nessun referendum fasullo cambierà la posizione dell’Europa sull’Ucraina e sulla sua integrità territoriale. Né cambierà il fatto che è stata la Russia a invadere l’Ucraina sovrana. L’Europa è con l’Ucraina”. Così la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, in un tweet.

“I referendum sull’annessione chiudono la porta alla pace”

Per il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, i piani russi di condurre “referendum farsa” nelle aeree occupate in Ucraina sono una “flagrante violazione della legge internazionale”. Stoltenberg ha sottolineato che questa costituisce una “ulteriore escalation della guerra di Putin”. Il segretario Nato, che sta partecipando all’Assemblea Generale dell’Onu, ha esortato la comunità internazionale a condannare la mossa di Mosca.

”Se l’idea dei referendum in Donbass non fosse così tragica, sarebbe divertente”. Così, parlando con i giornalisti a New York, il presidente francese Emmanuel Macron ha spiegato che la comunità internazionale non riconoscerà mai i referendum in programma nelle zone dell’Ucraina occupate dalla Russia.

Il Pentagono: “Referendum farsa per distrarre dal flop militare”

L’annuncio dei referendum per l’annessione alla Russia nelle aree occupate in Ucraina è una mossa “semplicemente un’operazione di informazione, tesa a distrarre dalla situazione difficile in cui si trovano al momento le forze militari russe”. Lo ha detto il portavoce del Pentagono, il generale Pat Ryder, sottolineando che quella dei referendum una mossa tipica del “manuale” della Russia, già attuata nel 2014 con l’annessione della Crimea.
“Nessuno considererà questi referendum farsa come credibili e gli Stati Uniti certamente non riconosceranno nessun risultato di nessuna elezione farsa”, ha aggiunto.

La Borsa di Mosca è crollata dopo l’annuncio

Gli investitori “bocciano” l’idea dello svolgimento in alcune regioni ucraine occupate da Mosca di un referendum – entro fine settembre – sull’eventuale adesione alla Russia. Lo conferma il crollo verticale registrato dai corsi borsistici sulla piazza di Mosca con l’indice Moex che è arrivato a perdere anche più del 10% scendendo sotto quota 2.200 punti. A poco più di un’ora dalla chiusura l’indice ha recuperato leggermente e si aggira intorno ai 2270 punti (-6,60%). Fra i titoli più penalizzati il portale Yandex (il ‘Google russo’) -8,50%, il colosso energetico Lukoil -7,90%, mentre Gazprom, Rosneft e Sberbank registrano perdite superiori al 6%.

 

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