Quanto vale l’alleanza Letta-Calenda? Youtrend sgonfia la bolla: le proiezioni con o senza accordo

2 Ago 2022 8:47 - di Federica Parbuoni
letta calenda

In attesa che stamattina si incontrino e decidano se vogliono mettersi insieme o no, mentre la maggior parte dei giornali e alcuni osservatori raccontano la questione come se dovesse determinare le sorti della campagna elettorale, Youtrend analizza il peso di una eventuale alleanza tra Enrico Letta e Carlo Calenda, realizzando due proiezioni: una con e una senza patto. In entrambi i casi il centrodestra resta maggioranza con almeno 13 punti di scarto, veleggiando a seconda dello scenario tra il 46% e il 47,6%, mentre l’alleanza guidata dal Pd, anche imbarcando Calenda, si ferma al 33,2%.

Letta e Calenda, molta attesa per nulla (o quasi)

Senza Calenda (che nel secondo scenario è in alleanza con Italia Viva), invece, Pd, Sinistra italiana ed Europa Verde e il formidabile duo Di Maio-Tabacci si fermerebbero al 28,2%. Dunque, per il centrosinistra allearsi con Azione porta un qualche vantaggio, ma non tale da essere determinante o da giustificare l’idea che Calenda «sta tenendo tutti col fiato sospeso», come affermato da Alessandra Ghisleri in un’intervista su Repubblica di oggi, nella quale la sondaggista ricorda che «abbiamo un bacino del 40% di indecisi che possono essere conquistati» e che, se «metà di questi quasi sicuramente non andrà a votare», «dell’altra metà almeno il dieci si potrà fare allettare da qualche buona proposta, come spesso è avvenuto in passato».

Impatto zero sugli indecisi

Secondo l’elaborazione di Youtrend, svolta per SkyTg24 del 1 agosto e pubblicata dal Messaggero di oggi, comunque, le mosse di Calenda non avranno alcune effetto sull’astensionismo. L’alleanza o meno con il Pd, infatti, muove appena lo 0,1% degli indecisi, che nel primo caso sono il 36,4% e nel secondo il 36,3%. Qualche spostamento si registra, invece, nell’area grigia tra i due schieramenti principali: in caso Calenda e Letta trovino l’accordo, infatti, lo spazio occupato da M5S, Italia Viva, Italexit e altri corrisponderebbe al 20,8%; in caso contrario si avrebbe un 6,9% costituito da Azione e Italia Viva e un 17,3% occupato dalle altre forze in lizza.

Il consenso partito per partito: FdI primo in ogni scenario

Andando poi ad analizzare la situazione partito per partito emerge che FdI resta primo in ogni caso attestandosi al 23,9% se Azione e Pd si alleano e al 24,8% se corrono separati. Al secondo posto c’è il Pd che sta al 22,6% nel primo scenario (alleanza con Azione) e al 23% nel secondo (niente alleanza). Terza è la Lega con il 13,3% o il 12,8%. Seguono il M5S con il 10,9% o il 9,8% e Forza Italia al 7,1% in entrambi gli scenari.

Gli “altri” con o senza alleanza Pd-Azione

Per quanto riguarda gli altri partiti, poi, per il centrodestra Noi con l’Italia-Udc sarebbero all’1,7% nel primo scenario e al 2,9% nel secondo. Spostandosi nel campo del centrosinistra, invece, con il primo scenario, quello dell’alleanza con il Pd, Azione/+ Europa sarebbe al 4,4%, Sinistra Italiana ed Europa Verde si attesterebbero al 5,7% e Impegno Civico di Di Maio allo 0,6%. Spostandosi al di fuori dei due poli, in questa proiezione, il M5s avrebbe il 10,9%, Iv il 2,2%, ItalExit di Paragone il 2,8%. Nel secondo scenario, ovvero con Calenda alleato con Renzi, invece, nel centrosinistra Impegno civico sarebbe allo 0,7% e Sinistra Italiana/Europa verde al 4,5%. Fuori dalla coalizione di centrosinistra Azione e +Europa prenderebbero il 3,3% e Italia Viva il 3,6% per una coalizione da 6,9% di consensi. Il M5s e Italexit, infine, si attesterebbero rispettivamente al 9,8% e al 2,5%; gli “altri”, infine, al 5%.

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