Gasparri contro Di Maio: «Non dare lezioncine, pensa al tuo servilismo con la Cina»

29 Ago 2022 10:36 - di Emanuele Valci
di maio cina

Si presenta sempre con lo stesso sorrisino stampato sulla bocca, Luigi Di Maio. Sembra quasi una foto prodotta e riprodotta. Parla come il “secchione” del primo banco, quello che ti irrita e che penssa di essere il nuovo Einstein. Alza il dito per rispondere alle domande dei prof, se non lo vedono si agita e si mette in mostra.  Per poi approfittarne e gettare veleno sugli altri. «Gli italiani devono sapere cosa succederà il 25 settembre votando la coalizione sfascia-conti, cioè il trio Salvini-Berlusconi-Meloni, o se non andranno a votare». Così su Facebook il ministro agli Affari esteri. La sua funerea previsione? «Bruceranno i risparmi degli italiani». Poi un lungo sproloquio sui rapporti “pericolosi” del centrodestra all’estero. In sostanza Di Maio, per uscire dall’ombra, ricalca la campagna d’odio e di sospetti messa in moto dalla sinistra. E dimentica le sue “care” amicizie con i paesi comunisti.

Gasparri: Di Maio pensi alla “via della seta”

«A Di Maio, che dà lezioni da neo moderato, assai poco credibile in verità, ricordiamo l’atteggiamento servile che aveva nei confronti dei cinesi fin dall’avvio della sua esperienza di governo. Fautore della “Via della seta”, salvo non conoscere il nome del leader cinese che chiamava “Bing”. I grillini hanno impostato una politica di subordinazione totale agli interessi cinesi». Lo dichiara il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri.

«Eviti di impartire lezionicine agli altri»

«E oggi Di Maio, nei suoi ultimi giorni da inadeguato ministro degli Esteri si mette a impartire lezioncine o denigra il nostro Paese con un atteggiamento che è esattamente all’opposto di quello che ci si attenderebbe da un ministro degli Esteri. Per fortuna la oscura parentesi grillina dell’incompetenza, dell’ignoranza, dell’opportunismo, si sta per chiudere. E con un governo di centrodestra», conclude, «sarà difeso l’interesse nazionale, l’interesse europeo, e sarà affermata una chiara e netta appartenenza dell’Italia al sistema di valori-dell’Occidente».

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