La Russa rinfresca la memoria a Letta: «Blocco navale irrealizzabile? Chiedi ai tuoi amici…»

29 Ago 2022 8:21 - di Federica Parbuoni
blocco navale

Botta e risposta tra Enrico Letta e Ignazio La Russa sul tema del blocco navale, con il primo che parla di «propaganda» e misura irrealizzabile e il secondo che gli rinfresca la memoria, ricordandogli che non solo è già stato applicato in passato, ma tra coloro che lo hanno adottato c’è stato anche «un governo vicino» al segretario Pd. Dunque, il tentativo di sminuire la proposta di FdI per il contrasto all’immigrazione clandestina, messo in atto per altro nel giorno dello sbarco record di 2mila migranti sulle nostre coste, si trasforma nell’ennesima figuraccia per Letta.

Letta col ditino alzato pure sul blocco navale

«Fanno propaganda come sempre purtroppo su pelle delle persone, è un linguaggio e sono metodi che vanno messi ai margini della campagna elettorale», ha detto Letta, rispondendo a una domanda sulla proposta del blocco navale avanzata dal Giorgia Meloni. «Con gli italiani – ha aggiunto con il tono di chi può dispensare lezioni – bisogna usare il linguaggio della verità, dire cose che si possono fare. Bisogna smettere di dire proposte a vanvera, che non hanno nessun possibilità di realizzarsi perché sono fuori dalle norme internazionali. È importante – ha proseguito il segretario dem – concentrarsi tutti su cose che si possono fare, se tutti facciamo così questa campagna elettorale aiuterà l’Italia, altrimenti infiammerà il Paese, creerà aspettative che non possono essere realizzate e questo sarà negativo per tutti».

Ma La Russa gli rinfresca la memoria

A dimostrare, però, che la propaganda è quella di Letta, poiché il blocco navale non solo si può fare, ma si è già fatto, è stato Ignazio La Russa. «Il blocco navale con l’accordo dei Paesi rivieraschi del Nord Africa è la soluzione legittima non solo per contrastare l’indiscriminato arrivo sulle nostre coste di immigrati che non hanno titolo per essere accolti ma anche l’unica misura in grado di evitare il tragico e luttuoso evento dei morti in mare», ha spiegato il senatore di FdI, sottolineando che «Letta potrebbe ricordare che è già avvenuto con l’invio in Libia di nostre motovedette in accordo con l’allora governo libico di Gheddafi e se sforza la memoria troverà almeno un altro esempio con un governo a lui vicino». In particolare, ad applicare il blocco navale fu il governo di Romano Prodi nel 1997, ma in tempi più recenti, nel 2017, una soluzione simile fu presa in considerazione anche dal governo Gentiloni.

Le conseguenze dell’immigrazione incontrollata

«L’alternativa, che piace a certa sinistra, sono le frontiere aperte a tutti senza rispetto per l’Italia e con la aggravata conseguenza, già oggi visibile, di tenere in condizioni disumane chi arriva nella speranza di trovare il Bengodi. L’immigrazione controllata, magari con l’Ue protagonista, è una risorsa. Quella ideologica e aperta a chiunque – ha concluso La Russa – è una tragedia per l’Italia e per gli stessi immigrati».

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