“Vi devono sparare”, la campagna di odio della sinistra scatena orrore social sul centrodestra. E i dem tacciono

28 Ago 2022 12:07 - di Ginevra Sorrentino
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Insulti, minacce, auspici di morte e epiteti truculenti: in questa campagna elettorale che demonizza i protagonisti del centrodestra più che discutere dei programmi, la sinistra ha fomentato l’odio e scatenato bande di haters implicitamente arruolati ad aizzare i social sferrano sanguinolenti attacchi quotidiani contro Giorgia Meloni e Matteo Salvini. Aggressioni verbali feroci che evocano (e sollecitano) violenza fisica che, nel migliore delle ipotesi – sospettano commentatori e analisti – porterà ad allontanare sempre di più gli italiani dalla politica. E, chissà, ad aumentare la rituale quota di astensionismo. E di abbassare i toni, non se ne parla… Una amara consapevolezza, sottolineata tra le righe nei giorni scorsi dalla stessa Giorgia Meloni, che sugli indecorosi attacchi a lei indirizzati, ha commentato: «La sinistra sta costruendo una delle peggiori campagne elettorali di sempre, evitando i programmi e impegnandosi solo ed esclusivamente nel dipingerci come mostri. E si sa, quando fa di tutto per provare a creare il mostro, qualcuno ti crede e il clima inizia a diventare questo»…

“Vi devono sparare”, avanti tutta fino a Piazzale Loreto”: ecco cosa ha scatenato la campagna di odio della sinistra

Certo da un Paese abituato a dividersi tra guelfi e ghibellini, Coppi e Bartali, la Lollo e la Loren. ci si aspettava che – complice la legge elettorale – quella naturale tendenza bipolare a dividersi su due schieramenti in campo avrebbe pesato su confronti e dichiarazioni che animano la campagna elettorale. E anche che, considerata l’ammucchiata di sinistra e la residuale influenza del Terzo Polo in quell’area, come del M5S che al suo meglio può al massimo arrivare a graffiare, ma non a incidere, il fulcro delle recriminazioni reciproche si sarebbe polarizzato su due contrapposti di destra e sinistra. Ma scendere fino al livello di questi ultimi giorni specialmente, quello no: era davvero impensabile. Ed è inaccettabile l’orrore scatenato che scorre a fiumi di messaggi choc che in questi giorni sommergono i candidati di centrodestra. Con l’apice dell’orrore raggiunto da uno degli ultimi: «Vi devono sparare»

I leader del centrodestra sommersi da messaggi virulenti sui social

E così via twittanto e ri-postando. Canticchiando su Tik Tok o divagando su Instagram. Ma sempre giù a scoperchiare tombe. Vandalizzare la storia. Evocare ad hoc un passato lontano, a cui ci si ispira liberamente per rinfocolare nuovo odio e ferocia verbale, aggiornati all’era social e indirizzati specialmente contro Giorgia Meloni. «Avanti tutta, fino a piazzale Loreto», esorta le masse rosse un utente con la bava alla bocca. «La diplomazia non mi interessa, io voglio vedere Giorgia Meloni a piazzale Loreto. Lei e tutti i suoi elettori», rincara la dose qualcun altro.

Dalla Meloni a Salvini, ecco i messaggi choc

Senza dimenticare di riservare strali anche al collega di coalizione, Matteo Salvini. Il quale, come scrive Libero oggi, «ogni due per tre viene fatto penzolare di fianco all’alleata (l’ossessione è sempre quella, la reiterazione all’infinito dello scempio di cadavere. La fantasia non è il forte dei killer ideologici da tastiera). “Tu a parte chiudere i porti cosa vuoi fare? Metterti a testa in giù in piazzale Loreto insieme alla Meloni? Sarebbe l’idea più brillante dall’inizio della tua carriera politica. Co…one”».

L’arte, tutta di sinistra, di creare mostri e diffondere paure infondate

E se poi a questo circo degli orrori si aggiunge anche la grancassa mediatica dei radical chic in servizio effettivo e permanente. Sempre in tv. Al bar dello sport. E nelle redazioni dei giornali. Solertemente pronti a sventolare più o meno platealmente il vessillo logoro e abusato dell’impresentabilità infilata a forza come un abito stretto che proprio non riesce a calzare, il quadro cambia. E si stravolge. Come? Diventando un ritratto a tinte fosche, falsato della società reale che la demagogia, l’ipocrisia e la faziosità dei salotti animati dall’intellighenzia dem e gli alfieri della sinistra parlamentare, provano ostinatamente a far passare. Come quando si insiste ad addebitare consorterie e tendenze filo-russe a Matteo Salvini.

La campagna elettorale della sinistra: un sanguinoso terreno di guerra

Ed è  allora la campagna elettorale diventa un martoriato teatro di guerra. Una guerra combattuta all’ultimo post e in nome di una resistenza rivendicata all’ultimo tweet. E allora, venghino siori, venghino, alla fiera della campagna d’odio organizzata dalla sinistra che punta al governo, stavolta però passando per la prova delle elezioni… Un esame che ha scatenato una fifa blu a sinistra e liberato un odio rosso tradotto in insulti pseudo-brigatisti, che non si vedevano dagli Anni Settanta.

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