Droga, la strage ignorata: altri due morti. Tra le vittime collaterali anche il piccolo Mohanad

19 Ago 2022 17:00 - di Giovanni Pasero
droga, strage

Nel lessico di questa campagna elettorale, alla lettera D spicca un clamoroso buco: la parola “droga” non interessa a Letta, Conte, Calenda e al “campo largo”. Continua a devastare vite, eppure se ne parla solo per chiedere la legalizzazione della cannabis. Nell’agenda dei partiti, la lotta alla droga, fatta eccezione di Fratelli d’Italia e di gran parte del centrodestra, non trova spazio. Lo ha denunciato recentemente anche Dj Aniceto, particolarmente impegnato ad affrontare il tema tra i giovani.

La droga dietro la morte dei due italiani a New York

La droga non fa notizia, eppure continua a mietere vittime. Sulle ultime due vittime ufficiali indaga la Procura di Roma. I corpi di Luca Nogaris, di 39 anni, e Alessio Picelli, 48 anni erano stati scoperti il 10 agosto in una stanza di un appartamento del Queens dove i due veneti si trovavano per lavoro. I due, soci in affari, erano in America da alcune settimane insieme a un altro connazionale. Secondo l’ipotesi della polizia di New York il decesso potrebbe essere stato dovuto infatti a un’overdose. Nel fascicolo aperto a piazzale Clodio, coordinato dalla pm Gianfederica Dito, si procede contro ignoti per le ipotesi di morte come conseguenza di altro reato e violazione della legge sugli stupefacenti.

Anche la cannabis uccide: il caso di Mohanad, vittima collaterale

Quando la droga non uccide direttamente, lo fa con le vittime collaterali: come è accaduto col bambino egiziano ucciso a Milano da un pirata della strada marocchino, trovato positivo alla cannabis. E proprio sulle stragi stradali il tema delle cosiddette droghe leggere è colpevolmente trascurato. E sottovalutato.

Dopo la cannabis ora c’è chi sdogana il diritto a farsi di cocaina

Un approccio condizionato inevitabilmente anche dai media, che minimizzano. Molti giornalisti hanno sdoganato dopo la cannabis anche la cocaina: emblematico il caso di Sanna Marin. La premier finlandese immortalata mentre un suo compagno di party inneggiava esplicitamente alla “banda della farina”, chiara allusione alla cocaina. “Brava Susanna Marin”, “Ci piace perché è rock”, “Ha diritto di sballarsi”, Chi la critica è filo-Putin”. È stato questo il tenore dei commenti degli opinionisti “main stream”. Non una parola di perplessità, neanche un sopracciglio alzato. Il messaggio è implicitamente devastante: drogatevi pure, di qualsiasi sostanza. Intanto, la strage, come registra implacabilmente il sito Geoverdose, continua.

Nella foto, Luca Nogaris, Alessio Piscelli, Mohanad Moubarak

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