Dal «diluvio di complimenti» alla «svolta»: così Letta copre di ridicolo l’accordo con Calenda

3 Ago 2022 8:49 - di Annamaria Gravino
letta e calenda

È «molto soddisfatto», riceve «un diluvio» di complimenti, prenderanno voti non solo a sinistra, ma anche a destra e daranno «all’Italia un’alternativa rispetto alla vittoria della destra». A sentire Enrico Letta l’accordo trovato con Carlo Calenda per correre insieme è il punto di «svolta» delle elezioni, quel momento in cui tutto si riapre e tutto si ribalta. In realtà, a leggere sondaggi e analisi, non c’è nulla che giustifichi questa narrazione trionfalistica, se non – ovviamente – la propaganda. E, d’altra parte, in una campagna elettorale tutta in salita e con molte armi spuntate, è evidente che il segretario Pd questa cartuccia cerca di spararsela facendole fare il più sonoro botto possibile.

Letta e il «diluvio di complimenti» per l’accordo con Calenda

Letta si è detto «molto soddisfatto», perché «l’obiettivo era difficile e perché diamo il senso della svolta».
«Ricevo un diluvio di commenti, sono complimenti, perché abbiamo tolto il nostro interesse di parte a favore dell’interesse generale», ha sostenuto in un’intervista al Corriere della Sera. A testimoniare la validità di questo «difficile» patto raggiunto con Calenda, per il segretario dem, c’è proprio la fatica fatta per siglarlo. Perché «il punto vero», ha rivendicato Letta, è «il paragone con i tempi rapidi per il patto dell’altra alleanza. Che hanno fatto in 48 ore: la chiamano intesa, ma è stata una resa». L’«altra alleanza» sarebbe il centrodestra, e il paragone di Letta tra lui e Calenda da una parte e il centrodestra dall’altro sembra un po’ quello di uno che paragona una coppia che s’è messa insieme la sera prima per pagare un solo ingresso in discoteca a una coppia sposata da oltre un decennio. Ma tant’è.

Il sogno del segretario dem di prendere voti anche a destra

Ora, non è chiaro se Letta a quello che dice ci creda o no, ma in fondo neanche rileva poi tanto. L’effetto che fa è lo stesso. Come quando rivendica che «l’obiettivo è dare all’Italia un’alternativa rispetto alla vittoria della destra, che veniva considerata ineluttabile», perché «Calenda saprà fare da magnete per i voti di centrodestra. Così come noi, con la nostra lista, assieme a Roberto Speranza, avremo un grande successo nell’elettorato di sinistra e di centrosinistra».

L’analisi di Youtrend che sgonfia la bolla

Giusto ieri, però, Youtrend ha rilasciato un’analisi che proponeva i due scenari: con Letta e Calenda alleati o separati. Ecco, da quelle proiezioni risulta che l’alleanza non impatta affatto sul consenso del centrodestra, dove al massimo balla un uno virgola; che non smuove niente in termini di astensionismo, dove la differenza consiste letteralmente nello 0,1%; che l’unico che resta col cerino in mano è Renzi (il che forse potrebbe comportare una soddisfazione personale per “Enrico-stai-sereno” Letta, ma dal punto di vista dell’economia complessiva dell’esito elettorale è meno rilevante).

L’ammissione di Letta sul fatto che l’accordo con Calenda era obbligato

D’altra parte arriva un punto dell’intervista in cui, tra un «diluvio di complimenti» e una man bassa di voti a destra e manca, anche Letta concede un momento verità: «Se fossimo usciti senza un’intesa avremmo trasmesso il messaggio dei perdenti in partenza, per via della legge elettorale che obbliga ad aggregarsi. Gli altri, di là, tutti insieme e noi tutti divisi. No. Sarebbe stato un disastro e la dinamica della campagna sarebbe partita in avvitamento».

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