Ass. Rousseau fa le pulci a Conte e dimostra come è riuscito a “piazzare” gli amici

21 Ago 2022 10:25 - di Sara Gentile
conte

«Più che Parlamentarie quelle del partito di Conte dovrebbero essere definite le Comparsarie». Lo afferma l’associazione Rousseau, secondo la quale «scegliendo i capilista e usando il giochino delle pluricandidature Conte ha, infatti, nominato direttamente tutti coloro che entreranno in Parlamento rendendo il voto degli iscritti un esercizio di stile utile solo a individuare le persone che faranno da comparse per comunicare una democrazia interna che, in realtà, non esiste».

L’associazione Rousseau: «Conte piazzerà amici e fedelissimi»

«Dandosi non solo il potere di stabilire chi mettere nei seggi sicuri, ma anche quello di sostituire chi non è di suo gradimento attraverso il sistema delle pluricandidature, Conte di fatto piazzerà amici e fedelissimi in Parlamento», afferma ancora l’Associazione, un tempo piattaforma del Movimento 5 stelle.

Le previsioni sui nomi degli eletti

L’Associazione ha anche realizzato una simulazione, prevedendo con una certa precisione i nomi degli eletti, in base a quanti voti prenderà il Movimento 5 stelle a livello nazionale, 3, 5 o 10%.

«Facendo una simulazione sui rapporti tra i voti presi nei collegi del 2018 e la nuova conformazione del Parlamento, ad entrare in Parlamento saranno infatti le seguenti persone. Nel caso in cui il movimento raggiunga a livello nazionale il 3% Conte deciderà tutti gli eletti che entreranno ossia 5/6 persone. Tre di queste le avrà nominate direttamente come capolista in seggi sicuri (ossia se stesso, Scarpinato e uno tra Castellone o Patuanelli) mentre le altre 2/3 persone potrà stabilirle scegliendo in quale seggio farsi eleggere e decidendo così a chi non scatterà il seggio tra Sportiello, Mammì, D’Orso, Giuliano o Nave. A questi si aggiungerà un eletto in Lazio tra 5 persone: De Santoli, Colucci e Silvestri (tutti e tre nominati da Conte) e Fontana e Sassara (votate dagli iscritti). In questo caso Conte potrà favorire il suo notaio Colucci e gli altri due da lui nominati mettendosi all’uninominale di Lazio 1 e impedendo di fatto di entrare alle altre due candidate donne votate dagli iscritti».

«Altri nominati/raccomandati da Conte come capolista»

«Nel caso in cui il MoVimento raggiunga a livello nazionale il 5% entreranno altri 7 nominati/raccomandati da Conte come capolista: Costa, Turco, Ricciardi, Cafiero De Raho, Maiorino, Appendino e Todde. A questi si aggiungerà in Lombardia uno tra Marton, Sironi e Bonettini. In questo ultimo caso, eclatante è il fatto che Marton, collaboratore di Vito Crimi, sia stato messo capolista da Conte pur avendo ottenuto nel voto degli iscritti un quarto o la metà delle preferenze ottenute dagli altri due. Conte inoltre potrà scegliere se far entrare anche un’altra eletta (la Montrasio) facendo scattare o meno il seggio che ha garantito a se stesso in Lombardia. Un altro seggio scatterebbe in Veneto con il 5% facendo entrare uno tra Manes, Cappelletti, Perenzoni e Benedetti e un altro in Emilia-Romagna tra Zanichelli, Ascari e Cafiero De Raho. I restanti posti saranno spartiti sempre tra i fedelissimi di Conte: Patuanelli se non avrà avuto la meglio con la Castellone, potrà giocarsi il posto con la Maiorino ed entrare».

Che cosa accade se il M5s raggiunge il 10%

«Nel caso in cui il MoVimento raggiunga a livello nazionale il 10% si aggiungeranno altri nominati da Conte ossia Gubitosa in Campania e il solito fedelissimo Patuanelli che potrà giocarsela con Bilotti nel caso non sia riuscito a farcela con Castellone e Maiorino. In Lazio scatterebbero altri due seggi occupati da altri due nominati da Conte ossia il suo notaio Colucci e Silvestri, mentre in Puglia si giocheranno due posti i tre candidati Dell’Olio, L’Abbate e Donno. In Sicilia con il 10% nazionale verrebbero eletti solo due tra i quattro Raffa, Carmina, Cantone e Scerra, in Veneto scatterebbero solo due seggi per quattro candidati (Manes, Cappelletti, Perenzoni e Benedetti) e solo due seggi in Emilia-Romagna tra i tre candidati (Zanichelli, Ascari e Cafiero De Raho)».

Cosa accade agli altri candidati

«I restanti 10 seggi scatterebbero solo qualora il MoVimento raggiungesse il 10% ossia uno in Abruzzo (Torto), uno nelle Marche (Fede), un seggio in Lombardia (Barzotti) uno in Liguria (Traversi), uno in Emilia-Romagna (tra Croatti e Mantovani), uno in Veneto (tra Baldan e Guidolin), uno in Calabria (Scarpinato che potrà decidere se far entrare Barbuto in Calabria o Damante in Sicilia), uno in Basilicata (ossia Turco che potrà decidere se far entrare Gallicchio in Basilicata o Naturale in Puglia), un seggio in Piemonte (Pirro o Licheri) e uno in Toscana (Licheri). In questi ultimi due casi Licheri potrà scegliere dove far scattare il suo seggio e favorire o la Bellandi in Toscana o la Matrisciano in Piemonte. A tutti gli altri duemila candidati di cui 1500 messi al voto rimarrà il ruolo di comparse nel teatro di finta democrazia interna del partito di Giuseppe Conte», conclude l’Associazione Rousseau.

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