Scintille tra Di Maio e i 5Stelle. Il ministro: «Basta picconare il governo per inseguire i sondaggi»

1 Lug 2022 19:18 - di Valerio Falerni
Di Maio

L’acuirsi dei toni (Grillo ha parlato di «traditori» e di «Jago») preoccupa quel tanto che basta Luigi Di Maio. Da ministro degli Esteri dovrebbe esserlo per gli sviluppi della situazione in Ucraina. Da parlamentare e leader di Insieme per il Futuro – invece – ad angosciarlo soprattutto è la sorte del suo scranno a Montecitorio. Non stupisce, perciò, che proprio da lui giunga l’accorato appello a «non picconare» il governo. La situazione è difficile, ricorda. Ragion per cui, dice, «in questo momento servono serietà e stabilità al Paese». Per chi suona la campana di Di Maio? Per i vecchi compagni 5Stelle, ovviamente.

Di Maio: «Dibattito surreale su Draghi»

E a loro che si rivolge (senza citarli) quando punta il dita contro «chi fa propaganda parla di pace la mattina e poi la sera trama per crisi di governo». E ancora: «Minacciare crisi a giorni alterni non fa che creare problemi al Paese». Il motivo di tanta acrimonia è comprensibilissimo alla luce della scissioni consumatasi qualche giorno. Quel che appare meno chiaro è inquadrare la convenienza politica di Di Maio a posizionarsi su una posizione così ultra-governista. Tanto più ora che la polemica scatenata dall’intervista di De Masi al Fatto Quotidiano circa le presunte pressioni di Draghi su Grillo affinché mollasse Conte hanno finito per restituire centralità proprio all‘ex-Avvocato del popolo.

«Momento difficile, occorre serietà»

Lo testimonia l’incontro chiarificatore tra lui e Draghi già fissato per lunedì pomeriggio. Non è certo per caso se il titolare della Farnesina abbia bollato tutto come «surreale», accostando il gossip del giornale di Marco Travaglio al concomitante  «vertice storico della Nato». Così come «è surreale – ha aggiunto – che ci siano forze politiche che passino il tempo a parlare di se stesse anche nei giorni in cui il governo, al massimo livello, sedeva a un tavolo importantissimo». È la premessa alla stilettata finale. «Faccio un appello – ha infatti concluso Di Maio, rivolgendosi al suo ex-movimentoa quelle forze politiche che hanno messo al centro della loro azione la loro crisi di voti. In questo momento non si possono seguire i sondaggi o il calo di consensi».

 

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