Lacrime, sgomento e palloncini bianchi ai funerali della piccola Diana. “Un orrore incomprensibile”

29 Lug 2022 16:40 - di Alessandra Danieli

Dolore, sgomento e lacrime. La chiesa dei Santi Pietro e Paolo, a San Giuliano Milanese, è stracolma per i funerali della piccola Diana. La bimba di un anno e mezzo lasciata morire di stenti dalla madre, Alessia Pifferi. Che l’ha abbandonata in casa per sei giorni per stare insieme al compagno. La nonna Maria su Facebook, appena saputo della morte della nipotina, aveva definito un ‘mostro”  sua figlia Alessia. Ora in carcere per omicidio.

San Giuliano Milanese, l’ultimo saluto alla piccola Diana

Un mazzetto di palloncini bianchi, alcuni a forma di cuore, ondeggiano all’entrata della parrocchia. Un lungo applauso ha accompagnato la piccola bara bianca al suo ingresso nella chiesa. Molte mamme del quartiere alla periferia di Milano, dove abitava la piccola, accompagnano in corteo la lenta marcia del carro funebre. “Volerò sulle ali del mondo nel cielo infinito. Resterò per sempre bambina, piccola Diana”. Sono le parole dello striscione rosa che tengono in mano.  Con la foto tenera con cui le cronache l’hanno conosciuta. Abitino da principessa. Un grande fiocco rosa in testa, attorno a lei un tappeto di palloncini.

Sull’auto con il feretro la nonna e la zia della piccola

Sull’auto, con il feretro, ci sono la nonna e la zia di Diana. Che la salutano tra strazianti singhiozzi prima di entrare. Seduti ai primi banchi, con la fascia tricolore, i sindaci di Milano, di San Giuliano e San Donato Milanese. Tantissime le famiglie in lacrime con passeggini al seguito. L’omelia di don Luca Violoni si è concentrata sul sentimento di impotenza. “Per tutto quello che avremmo potuto fare se avessimo saputo. Questo non ce lo toglierà nessuno”. Diana – ha detto il sacerdote – non aveva la parola, non ha potuto verbalizzare quello che ha provato o chiedere a parole un aiuto. “Ma Dio non vuole che si perda. E neanche sua madre perché ciascuno di noi vale enormemente”.

“Viviamo in una società gassosa, senza umanità”

Don Violoni poi, citando il sociologo Bauman, ha detto che ci troviamo in una società gassosa. “In cui il soggetto sembra squagliarsi su se stesso. Incapace di azioni umane. Siamo qui per dire che vogliamo tutt’altro tipo di umanità. C’è una comunità – ha detto ancora rivolgendosi ai presenti –  che non si rassegna e vuole costruire un modo di vivere diverso”.

L’arcivescovo di Milano: non riusciamo a comprendere

“Non riusciamo a comprendere come sia potuto succedere l’abbandono di una bambina. Fino all’esito tragico della morte di stenti. Condividiamo lo sconcerto e l’orrore”. Così l’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, nel messaggio inviato in occasione dell’ultimo saluto a Diana. “Noi non riusciamo a rimediare alla morte di Diana. E non riusciamo a rimuovere un vago senso di colpa”, aggiunge il prelato. “Perché la nostra città dovrebbe essere diversa. Abitare in città dovrebbe significare far parte di una comunità. E ogni solitudine dovrebbe trovare rimedio nell’attenzione reciproca e nell’operosa solidarietà. Riconosciamo la nostra impotenza. Perciò preghiamo. Preghiamo perché Diana abbia presso Dio quella pienezza di vita e di gioia che le è stata negata sulla terra. E preghiamo perché il dramma incomprensibile risvegli a compassione e a sapienza la mamma Alessia”

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