Il retroscena: Virginia Raggi «gufa e briga» per fare le scarpe a Conte e diventare capo del M5S

18 Lug 2022 15:16 - di Agnese Russo
virginia raggi

Pronta ad approfittare della crisi per prendere le redini del M5S, lavorando dalla «penombra» da dove «non si fa vedere», ma «tutti la sentono». A partire da Alessandro Di Battista, che sarebbe d’accordo con lei. Virginia Raggi, sparita dai radar e di fatto silente sui social, sarebbe in realtà impegnata in un lavorio di sottofondo per favorire la caduta definitiva di Giuseppe Conte, in modo da poterne prendere il posto.

Virginia Raggi «un po’ gufa, un po’ briga» per prendere il posto di Conte

Almeno stando a un retroscena del Corriere della Sera a firma di Fabrizio Roncone, che sta passando in rassegna le «Facce da crisi». Raggi, scrive, «un po’ gufa e un po’ briga, fomenta, indirizza i grillini ribelli» sulla strada della crisi di governo per «aspettare che Conte vada a sbattere politicamente e poi prendere il suo posto». L’ex sindaco di Roma, si legge ancora nel retroscena, «sa bene che, dopo quanto accadrà mercoledì, la scena grillina potrebbe essere nuovamente scossa da un ulteriore esodo verso il partito di Luigi Di Maio. Ma questo non la preoccupa: anzi». Ulteriori fuoriuscite, infatti, lascerebbero quel che resta del M5S ancor più «”depurato” da governisti e parlamentari che hanno ceduto al fascino del potere» e lei «si immagina alla guida d’un partito di nuovo furibondo contro tutti e contro tutto».

Il piano condiviso da Di Battista, «disposto a lasciarle il palco»

Parteciperebbe a questo piano anche Alessandro Di Battista, allettato da un ritorno in Parlamento, ma orientato a «non farsi coinvolgere troppo» e, quindi, ben disposto «a lasciare il palco» a lei che, «invece, è lì che aspetta la gloria del comando». Un’«ambizione» rispetto alla quale Roncone non nasconde il suo stupore. «Sembra pazzesco», scrive, ricordando i cinque anni non esattamente lusinghieri trascorsi da Raggi in Campidoglio, tra visite negli «uffici della Procura, 15 assessori cambiati, 131 bus in fiamme, buche come trincee, una città soffocata dal traffico e dai miasmi dei cassonetti infetti (problema che, purtroppo, persiste anche con l’attuale giunta), i primi branchi di cinghiali nei vicoli di Trastevere (i romani, rassegnati, li considerano ormai animali domestici) e le attrici comiche che, in tivù, avevano smesso di imitarla, perché la Raggi originale era inarrivabile (salì sul tetto del Campidoglio: «Riunione riservata»)».

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