Gualtieri fa la vittima sugli incendi. Meloni lo inchioda: Solidarietà? Roma è peggio di ieri…

11 Lug 2022 15:33 - di Ginevra Sorrentino
Meloni

Gualtieri prima fa il duro e puro. Poi si lagna di essere la vittima di intimidazioni. «È prematuro trarre conclusioni e per questo attendiamo l’esito delle indagini. Quel che è certo è che la sequenza di incendi delle ultime settimane è senza precedenti – rilancia dal Corriere della sera sulle polemiche che investono il Campidoglio dopo il disastro di sabato scorso – e che nella maggior parte dei casi, dietro c’è la mano dell’uomo, per colpa o per dolo». Intanto, la Procura di Roma fa sapere che avvierà verifiche sulle gestione del verde pubblico e sugli accumuli di rifiuti abbandonati nell’ambito delle indagini sugli incendi che hanno colpito la Capitale. Gli accertamenti interesseranno innanzitutto le aree dove sono avvenuti i 4 maxi roghi delle ultime settimane. L’appello del sindaco alla solidarietà e all’unità di fronte al dramma e alla piaga dei roghi che infestano Roma non passa. E a metterlo in mora anche Giorgia Meloni e accanto a lei, il vicepresidente della Camera di FdI, Fabio Rampelli.

Incendio a Roma, Meloni: “Gualtieri da record, Roma è peggio di ieri”

Il tentativo del primo cittadino della Capitale puntava a buttare acqua sul fuoco con un messaggio di ecumenica condivisione del problema. Invece, l’effetto sortito è quello di rinfocolare il fuoco delle polemiche e dell’indignazione, che cova tutt’altro che sotto la cenere. Il contrario: divampa. E non solo nell’opposizione, anche se in prima fila tra chi ora sottolinea in rosso il danno e la beffa di quanto accaduto figura proprio FdI. Sì, perché il devastante rogo che ha tenuto sotto scacco Roma dal quadrante est della città. E di cui oggi l’Arpa Lazio – che ha avviato le attività di monitoraggio della qualità dell’aria dopo l’incendio che si è verificato il 9 luglio nel quartiere Centocelle – attesta ancora le conseguenze indicando, in quell’area specialmente, «valori di diossine superiori ai limiti», è solo l’ultima “scintilla” che fa traboccare il vaso di Pandora dei mali che affliggono la capitale e i suoi abitanti.

Meloni: roghi, cinghiali, immondizia, continui disservizi e disagi ai cittadini, non è cambiato nulla

Mali spesso ereditati, ma comunque irrisolti, e di cui dall’avvicendamento in Campidoglio tra la grillina Raggi e il dem Gualtieri, fino a ieri, si è spesso evitato di parlare. Come se fossero magicamente evaporati. E invece… «Buche, cinghiali, immondizia, continui disservizi e disagi ai cittadini. Perché, improvvisamente, nessuno parla più dei problemi della Capitale? E menomale che il Pd e Gualtieri dovevano salvare Roma dalla Raggi», rilevava con disappunto Giorgia Meloni ancora un paio di mesi fa. File aperti e resettati dalla sinistra di governo in particolare, che ha nel sindaco romano il suo più quotato azionista. E che oggi tornano di sconcertante attualità. Tanto che, in un posto di poco fa apparso sulla sua pagina Facebook, la leader di Fratelli d’Italia rilancia: «Dicevano che avrebbero salvato Roma dall’amministrazione Raggi, ma in meno di un anno di giunta Pd sono riusciti nell’incredibile impresa di trascinare la Capitale a livelli di degrado mai visti. Gualtieri da record».

Incendi a Roma, Rampelli: «Responsabilità precisa dei campi nomadi, non si ignori il problema»

E sì che la situazione si trascina da un bel po’. Anni, per non dire un decennio: come rileva – argomentando punto per punto le sue affermazioni – il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli, di Fratelli d’Italia. Il quale, in una dichiarazione di poco fa, incalza: «Sono almeno 10 anni che denuncio i roghi tossici nella Capitale, eventi dolosi sui quali i campi nomadi hanno una responsabilità precisa, tanto quanto chi ha fatto di tutto per nascondere il problema. Ignorarlo. O minimizzarlo. Mica vorrai colpire un’etnia solo perché purifica con il fuoco il ferro e il rame dalle sporcizie?»… pone la domanda retorica l’esponente di FdI, ironizzando amaramente sulla vexata quaestio

«Sugli incendi non serve solidarietà ma atti concreti e pentimento»

Non solo. In replica all’appello alla solidarietà del sindaco Gualtieri, Rampelli oppone e chiarisce le ragioni di un diniego alla richiesta sottolineando come «question time e interrogazioni. Incontri con i vari prefetti e questori di Roma. Sopralluoghi nei posti dell’appiccamento: nulla è servito. Neppure l’istanza ai vari ministri dell’Interno (da Minniti in poi) di usare l’esercito. Il bello, si fa per dire – prosegue allora il vicepresidente della Camera – è che si conoscono anche gli acquirenti della merce e della refurtiva che viene “depurata” col fuoco che appesta l’aria. Lo hanno confermato nelle audizioni della Commissione d’inchiesta sul degrado delle periferie attiva nella scorsa legislatura, fior fiore di istituzioni preposte alla vigilanza e alla pubblica sicurezza. Ma sono tutti rimasti fermi per non interrompere la filiera criminale. Semplicemente perché secondo la sinistra questa non è criminalità, ma integrazione. E oggi tutto il Pd e il M5s esprimono solidarietà ai cittadini romani. Non c’è limite all’improntitudine»…

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