Roma brucia, Gualtieri pensa a triplicare le nomine. FdI: al Pineto roghi nei campi abusivi (video)

5 Lug 2022 9:16 - di Francesco Severini
Roma brucia

Roma nord avvolta da una cappa di fumo e minacciata dalle fiamme. Che da Pineta Sacchetti sono arrivate nella giornata di lunedì fino al Parco del Pineto. Roma brucia e il sindaco Gualtieri si occupa di nomine. Sono già più di cento i contratti di collaborazione per il sindaco e il suo staff. E fa un certo effetto vedere che l’Ama fa sei nuovi dirigenti. Mentre la Capitale resta invasa da cumuli di spazzatura. Lievitano anche le nomine dell’Auditorium. Il Pd si preoccupa di trovare posti agli amici degli amici mentre le emergenze soffocano la Città eterna.

Quella di ieri è stata una giornata di fuoco per Gualtieri anche metaforicamente oltre che materialmente. Arrivato solo a tarda sera a fare un sopralluogo nel quartiere residenziale della Balduina (dove per ironia della sorte il Pd è primo partito) dopo ore di panico per il fronte dell’incendio che avanzava verso i palazzi (sette quelli evacuati) si è scontrato con la rabbia dei residenti.


Il sindaco ha parlato di incendi dolosi, si è detto allarmato e ha battuto in ritirata. Ma non ha convinto nessuno. E tutti sono stati concordi nel raccontare che i soccorsi sono pure arrivati in ritardo. Evacuazioni in un centro estivo e un convento, con le suore che gettavano bacinelle d’acqua sulle fiamme per salvarsi. Altri residenti che usavano lo stesso sistema casalingo per cercare di salvare i giardini condominiali ormai aggrediti dal fuoco. Poi la gente è scappata e si è riversata in strada. I video girati hanno restituito le immagini di una città abbandonata a se stessa. Hanno dovuto chiudere anche la ferrovia Roma Viterbo nel tratto interessato dagli incendi.

Secondo i dati della Protezione Civile, rispetto allo scorso anno il numero dei roghi è già triplicato: da giugno sono stati registrati 1750 roghi contro i 400 del 2021. Solo ora si prevede una task force di prevenzione. Gli esponenti di FdI Federico Guidi e Lavinia Mennuni parlano di disastro ambientale del Parco regionale del Pineto che forse poteva essere evitato.

“Certamente – affermano – non sono state messe in atto le necessarie misure preventive da parte del Comune di Roma come il taglio delle sterpaglie, la creazione di sentieri frangi fiamme  e di percorsi di accesso per i mezzi di soccorso, la cui mancanza è stata denunciata dai vigili del fuoco , in occasione dell’ultimo incendio. Tutte misure che avrebbero potuto quantomeno limitare i danni. Ed evitare che il fuoco lambisse i palazzi di via Papiniano, Proba Petronia, via Fascetti che sono stati sgomberati. E i cui residenti hanno lamentato gravi ritardi negli interventi”.

“Estremamente grave – aggiungono – la carenza di manicotti per l’acqua in prossimità degli abitati. Ignorate poi le segnalazioni di tanti residenti che nelle settimane scorse hanno avvertito fumo e fuochi provenienti dagli accampamenti abusivi, in particolare nell’area di Damiano Chiesa, e il verificarsi di nube tossiche causate dai materiali bruciati dagli abusivi. Nel ringraziare l’operato dei volontari della protezione civile, dei pompieri delle Forze dell Ordine che si sono prodigati per spegnere le fiamme continuiamo a chiedere misure concrete per tutelare il Pineto: sgombero degli insediamenti abusivi e controllo delle aree per impedire il riformarsi degli insediamenti stessi e dei roghi tossici, un sistema di vigilanza Anti incendio tramite telecamere e sensori di calore, l’adozione di un impianto idrico antincendio almeno nei tratti vicino agli abitati, la messa in opera delle elementari misure antincendio preventive che purtroppo non sono state adottate colpevolmente da chi doveva vigilare e non lo ha fatto”.

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