Forza Italia nel caos, scissione in vista? I governisti vanno via e Italia Viva è pronta al ‘dialogo’

21 Lug 2022 13:15 - di Sara De Vico

Aria pesante dentro Forza Italia, dopo l’addio della draghiana di ferro, Mariastella Gelmini, anche Renato Brunetta fa le valigie. I due ministri azzurri, orami ex, lasciano la casa di Berlusconi. Se la ministra denuncia un partito schiacciato sulla Lega, Brunetta non è meno duro con la scelta antigovernativa del Cavaliere. Adesso tutto può succedere. Qualcuno si aspetta che anche Mara Carfagna segua gli amici con qui da mesi fa quadrato contro i vertici forzisti. Di oggi anche l’addio del senatore Andrea Cangini: “Sono consapevole del fatto che, rinnovando la fiducia al presidente del Consiglio Mario Draghi in coerenza con quanto detto e fatto da Forza Italia fino a due giorni fa, mi sarei messo automaticamente fuori dal partito. Nelle prossime ore formalizzerò le dimissioni dovute”, dichiara il senatore che ieri ha votato in dissenso al partito la fiducia a Draghi.

Brunetta lascia Forza Italia: ha rinnegato la sua storia

”Non sono io che lascio, ma è Forza Italia, o meglio quel che ne è rimasto, che ha lasciato se stessa e ha rinnegato la sua storia.  Non votando la fiducia a Draghi – attacca Brunetta –  il mio partito ha deviato dai valori fondanti della sua cultura. L’europeismo, l’atlantismo, il liberalismo, l’economia sociale di mercato, l’equità, i cardini della storia gloriosa del Ppe”Così in una nota che trasuda delusione e lascia presagire fughe verso il centro. Non a caso il renziano Rosato si fa già avanti parlando di dialogo. “Dialogheremo con Gelmini e Brunetta usciti da Forza Italia? Lo faremo, come lo facevamo anche prima a dire il vero. Il tema non è però dialogare. Ma costruire un’area politica di centro, moderata nei toni e riformista nei contenuti. Che segua il percorso tracciato dal Presidente Draghi

La Gelmini: non mi riconosco più nel mio partito

A dare il via al ‘liberi tutti’ è stata la ministra degli Affari regionali poco dopo la scelta di Fi e Lega di abbandonare l’aula negando la fiducia all’ex governatore della Bce lancia strali contro il Cavaliere. “Quello che è successo ieri è gravissimo. La Fi che ho conosciuto in questi venticinque anni di militanza e di impegno politico, sarebbe stata dalla parte di Mario Draghi. Che ha fatto un ottimo lavoro. È un convinto europeista, e che certo non è di sinistra”. La tentazione di andarsene dalla ‘casa del padre’ covata da mesi diventa realtà.

I vertici forzisti minimizzano

I vertici forzisti si affrettano a parlare di scelte isolate. Antonio Tajani si dice sorpreso della fuga della Gelmini. “Ha ricevuto tanto da Berlusconi, capo delegazione di Forza Italia, oltre ad essere ministro. Ha dato tanto come tutti noi. Credo che se c’è qualcosa che non va, si debba rimanere perché si è eletti da Forza Italia”, dice il numero due del partito. “Non siamo schiavi di nessuno, mi sembra una scusa dettata forse dal nervosismo”.

Occhi puntati sulla Carfagna

Giorgio Mulè è durissimo verso gli ex colleghi. Presente al battibecco tra Gelmini e Ronzulli, ribadisce che mettere in dubbio la linea atlantista non è una battuta. Forza Italia rischia la scissione anche se gli sherpa sono al lavoro per convincere Brunetta a ritornare sui suoi passi. Ora gli occhi sono puntati sulla terza draghiana della squadra: Mara Carfagna.

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