È morto Toni Binarelli: il mago della Tv anni ’90. Dall’impiego in fabbrica all’incontro con Fellini

12 Lug 2022 13:28 - di Stefania Campitelli

È morto Tony Binarelli, il mago della tv negli anni ’90. Si è spento a 81 anni all’ospedale Pertini di Roma dopo una lunga malattia. Con i suoi trucchi e il suo tocco leggero ha arricchito molti dei più popolari  programmi televisivi di Corrado, Mike Bongiorno e Pippo Baudo. Giovanissimo, all’età di 13 anni, scoprì la sua passione per le ‘arti del prestigio’. Colpevole una lunga bronchite. Diplomato in ragioneria trovò impiego in una ditta automobilistica. Dopo 15 anni di onesto lavoro impiegatizio, però, si fece sedurre dall’illusionismo, facendo il primo passo di una lunga carriera artistica.

È morto Tony Binarelli, il mago della Tv degli anni d’oro

Iniziò una lunga gavetta. Il suo debutto da professionista, nel ruolo di se stesso, avvenne in uno sceneggiato della Rai, “Serata al Gatto Nero”. Ma la vera popolarità per Binarelli arrivò con Domenica in condotta da Corrado. Per vent’anni ha incantato il pubblico con i suoi giochi spettatori con i suoi giochi di prestigio. Ironico, velocissimo nelle sue esibizioni, fu ospite fisso di Buona Domenica dal 1991 al 1995. E poi le ospitate a Mediaset e le performance dal vivo in giro per l’Italia. Con lui la moglie Marina, conosciuta a una festa  quando aveva 19 anni. “L’ho conquistata indovinando il suo numero telefonico. Il giorno dopo le ho mandato tante rose quanto era la somma delle cifre che componevano il suo numero. E da lì è cominciato tutto”. Per un periodo fu consulente del Teatro Sistina.

L’incontro con Fellini appassionato di magia

In una recente intervista a Fanpage, già malato, disse di temere la malattia. “Arrivare a non capire più niente, perdere il proprio spirito”. Nella sua carriera anche l’incontro con il maestro Fellini, appassionato di magia. Il regista lo volle conoscere, ne fu sedotto (voglio godere al massimo del tuo personaggio) fino a creargli su misura una scenografia. Tra i cammei indimenticabili la controfigura di Terence Hill nel film “… Continuavano a chiamarlo Trinità”.

Prestò le mani a Terence Hill in ” e continuavano a chiamarlo Trinità”

Fu lui a ‘prestare’ le mani all’attore nella celebre scena in cui mescolava magistralmente le carte. “Il film aveva un budget basso. Io e Terence Hill avevamo a disposizione una maglia sola. Quella maglia bucata, sudata e sporca di polvere, dovevamo scambiarcela. Lui faceva la scena. Poi la maglia la mettevo io e riprendevano le mani. E così, tra fisarmoniche e ventagli, sembrava che Terence Hill fosse un grandissimo giocatore”.

“Non ho nulla contro i reality ma ho fatto altre scelte”

Era pronto a calcare il palco dell’ultimo Sanremo, ma già gravemente malato. In quei giorni venne annunciato Giucas Casella al Grande Fratello Vip, lui disse di non amare i reality. “No. Nulla contro i reality, ma non mi ritengo adatto. Ho fatto scelte diverse, il reality non mi interessa”.

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