Carceri, il Sappe: a Regina Coeli feriti due agenti e a Taranto sventata una spedizione punitiva tra detenuti

2 Lug 2022 15:41 - di Mia Fenice
Carceri

Ancora violenza all’interno delle carceri. Nonostante l’esiguità delle unità in servizio i poliziotti penitenziari del carcere di Taranto sono riusciti nel primo pomeriggio di ieri «ad evitare un sanguinoso confronto tra i detenuti baresi». Secondo quanto riferisce Federicio Pilagatti, segretario nazionale del Sappe, il sindacato autonomo di polizia penitenziaria, «si stavano preparando per una spedizione punitiva nei confronti di altri detenuti ristretti in altra sezione, di cui si sta accertando l’identità, forse per regolare dei vecchi conti oppure per rivendicare l’egemonia all’interno del carcere».

Carceri, a Taranto “situazione esplosiva”

Da mesi il sindacato sta denunciando «una situazione che ogni giorno che passa diventa sempre più esplosiva, a seguito del sovraffollamento di detenuti che ha ormai superato le 700 unità a fronte di 350 posti effettivi, a cui si contrappone un inadeguato numero di poliziotti penitenziari».

Carceri, cosa è accaduto a Taranto

Ieri i pochi poliziotti in servizio al terzo piano dei reparti detentivi composto da quasi 200 detenuti «hanno notato strani movimenti ed un assembramento di detenuti che confabulavano tra di loro». Così si sono allertati e «utilizzando le telecamere situate nella sezione, hanno scoperto che alcuni detenuti stavano ricavando dei bastoni rudimentali dai tavoli in legno utilizzati per consumare i pasti. Così è scattato subito l’allarme che ha permesso l’arrivo di altro personale che ha gestito la situazione sotto il controllo del dirigente  e dal comandante del carcere tarantino».

L’arrivo dei rinforzi della polizia penitenziaria

«L’arrivo dei rinforzi della polizia penitenziaria – prosegue il Sappe – sicuramente ha fatto desistere gli stessi dal portare avanti il loro piano scellerato che avrebbe potuto provocare una tragedia immane. A conferma di ciò abbiamo avuto notizia che, dopo una perquisizione effettuata nella sezione detentiva, sono stati rinvenuti diversi bastoni pronti all’uso proprio in un locale comune utilizzato dagli stessi».

L’appello alle istituzioni

Il Sappe, «prima che accada l’irreparabile, invita le autorità cittadine, sindaco, di governo, prefetto, responsabili delle forze dell’ordine, nonché politici regionali e nazionali, a porre l’attenzione sul carcere di Taranto, facendo pressione sul ministro della Giustizia e sui vertici del Dap, poiché eventi critici importanti potrebbero avere effetti devastanti sull’ordine e la sicurezza pubblica, come peraltro accaduto a Foggia circa due anni fa, con la rocambolesca evasione di 73 detenuti».

Carcere di Regina Coeli, aggrediti due agenti

Dal carcere di Taranto a quello di Regina Coeli. Ennesima aggressione, ieri, nel carcere romano, proprio nel giorno in cui nella struttura di Trastevere era stato in visita il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, Carlo Renoldi. Due agenti della polizia penitenziaria sono stati feriti da un detenuto. Lo denuncia Maurizio Somma, segretario nazionale per il Lazio del Sindacato autonomo Polizia penitenziaria Sappe.

La ricostruzione del Sappe

«Dopo la visita del Capo Dap Renoldi, che si è trattenuto fino alle 18 circa presso il Reparto seconda accoglienza (Repartino osservazione psichiatrica), un detenuto italiano con fine pena 2044 ha aggredito alle spalle, senza apparente motivo, due poliziotti, che sono dovuti ricorrere alle cure del pronto soccorso. Il detenuto è in carcere per omicidio e incendio e proviene dal carcere di Viterbo e da altri, mettendosi in evidenza per la sua aggressività», riferisce, definendo la situazione a Regina Coeli “allarmante” e ricordando che il Sappe, con gli altri sindacati, «ha tenuto nei giorni scorsi una manifestazione di protesta davanti al carcere per sollecitare interventi a tutela del personale di polizia penitenziaria, interventi che però non abbiamo ancora visto».

 

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

SUGERITI DA TABOOLA