Travaglio condannato per diffamazione: Elisabetta Casellati vince la causa contro il Fatto Quotidiano

lunedì 6 Giugno 10:10 - di Redazione
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Marco Travaglio e due giornalisti del Fatto quotidiano, insieme alla società editrice del quotidiano, sono stati condannati per diffamazione nei confronti della presidente del Senato, Elisabetta Casellati. A darne notizia è stata la stessa senatrice, pubblicando anche il dispositivo della sentenza che accerta «la responsabilità dei convenuti» rispetto al «carattere diffamatorio» di alcuni articoli tra il novembre 2019 e il giugno 2020.

Travaglio e due giornalisti del Fatto condannati per diffamazione

Gli articoli in questione, cinque in tutto, firmati oltre che da Travaglio dai giornalisti Carlo Tecce e Ilaria Proietti, prendevano di mira la presidente del Senato, accusandola di atteggiamenti prevaricatori e capricciosi, prendendola in giro per il doppio cognome e tirando in ballo anche la figlia. «Il Tribunale – si legge nel dispositivo – definitivamente pronunciando, ogni diversa istanza ed eccezione disattesa o assorbita, così dispone: accerta la responsabilità dei convenuti per il carattere diffamatorio, nei limiti e per le ragioni esposte in parte motiva, degli articoli del 17.11.2019 a firma Carlo Tecce, del 20.6.2020 a firma Ilaria Proietti, del 10.12.2019 a firma Marco Travaglio, nonché degli articoli dell’11.12.2019 e del 12.12.2019».

Il risarcimento accordato alla Casellati

Nel dettaglio, «per l’effetto condanna – prosegue la sentenza – i convenuti in solido Società Editoriale Editrice il Fatto Spa, Marco Travaglio, Carlo Tecce (nei limiti di € 5.000,00) e Ilaria Proietti (nei limiti di € 10.000,00) al pagamento, a titolo di risarcimento dei danni, a favore dell’attrice Maria Elisabetta Alberti Casellati di € 25.000,00; condanna Marco Travaglio, Carlo Tecce e Ilaria Proietti ex art. 12 l. 47/1978 al pagamento rispettivamente di € 2.000,00 ciascuno Marco Travaglio e Ilaria Proietti e di € 1.000,00 Carlo Tecce».

Inoltre, il tribunale ha disposto la pubblicazione della sentenza su Corriere della Sera, Il Mattino, il Gazzettino e il Fatto Quotidiano. Un passaggio che sarà a spese delle parti condannate, che dovranno anche rimborsare alla Casellati «le spese di lite, che si liquidano in € 940,90 per spese, € 7.254,00 per onorari, oltre Iva, se dovuta, Cpa e 15,00% per rimborso spese generali».

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