Renzi ormai fa cabaret: “Conte è lo smemorato di Collegno. Salvini a Mosca? Il problema è se torna”
“Abbiamo detto parliamo di cose serie, che c’entra Conte?”. A Skytg24 Matteo Renzi sfodera battute a raffica intervendo in collegamento all’evento di Venezia della tv satellitare. È la nuova versione dell’ex premier, carissimo conferenziere e ormai sciorinatore di frasi da cabaret.
“Giuseppe Conte è lo smemorato di Collegno – dice Renzi – è l’uomo che a inizio legislatura ha firmato con Salvini i decreti di Salvini sull’immigrazione, che andava all’Onu a dire che era sovranista, alla scuola della Lega a dire che era populista, ha visto la malaparata e si è buttato a sinistra. Dovete chiede serietà alle persone”, ha aggiunto il leader di Iv.
E proprio sul leader della Lega, Renzi riserva le ironie più feroci. Sul ventilato viaggio di Salvini a Mosca ironizza: “Il problema non è se va, ma è se torna”. “Pensare che di fronte alla crisi Russa-Ucraina si parla di Salvini dà l’idea della complessità… parliamo di cose serie, quindi non di Salvini – prosegue -. Bisogna parlare di cose concrete, dell’inquinamento, delle migrazioni, della crisi demografica…”.
Renzi: “Minacciato di morte perché voglio togliere il reddito di cittadinanza”
Sull’esecutivo Renzi è altrettanto franco: “Il governo arriva senz’altro a fine legislatura, anche solo perché i 5 Stelle sono legati alle loro poltrone. Il M5S cambia perché segue i sondaggi e guarda gli Instagram e i like. Io non li seguo. Noi di Italia Viva vogliamo togliere il reddito di cittadinanza perché è incredibilmente diseducativo e per questo abbiamo ricevuto anche minacce di morte. Non puoi pensare di abolire la povertà dando dei soldi, devi trovare un meccanismo per portare le persone a lavorare”.
“Chi vince le elezioni in Italia non è detto che governi”
“Draghi Bis? Io ho lavorato per mandare a casa Conte e portare Draghi a Palazzo Chigi con una battaglia selvaggia. Il governo Draghi non è un fallimento, ma una vittoria della politica. Ora nel 2023 ci saranno le elezioni e bisogna pretendere che chi vince le elezioni governi. Cosa che in Italia non è scontata. Dobbiamo fare una riforma costituzionale dove chi vince governa: nella prossima legislatura il sindaco d’Italia”, conclude. E almeno in questo caso nessuna battuta, ma solo un’amara verità e uno dei tanti propositi di cui è lastricata la strada politica di Renzi.
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