Rai, l’affondo di Gasparri: «Il 90% gli oligarchi di Viale Mazzini fa riferimento all’area Pd-sinistra»

sabato 4 Giugno 12:23 - di Paolo Sturaro
Rai

Rai sempre più “rossa”, E il suo “padrone” si chiama Partito democratico. Basta accendere la tv per rendersene conto. «Se si guardano programmi e organigrammi della Rai, si dovrebbe pensare che il Partito democratico abbia il novanta per cento dei voti degli italiani. Infatti il 90% degli oligarchi della Rai fa riferimento, con varie tonalità e vari livelli qualitativi, all’area Pd-sinistra». Lo afferma Maurizio Gasparri. Il senatore azzurro parla con dati di fatto. Elementi inconfutabili. «Il 90% dei programmi di informazione sono condotti e scritti da gente di sinistra», dice. Ci sono «punte di propaganda allucinante, tipo Report». Ma non solo. In alcuni programmi si «esibiscono opinionisti montanari degni di un reality da tv commerciale. Oppure presunti professori, proposti come strateghi planetari».

La Rai e gli oligarchetti apparentemente gentili

Poi c’è la questione dei dati Auditel, che sono una prova del “monopolio rosso”. «Veltroni domina, con i suoi programmi imposti dalla supina Rai3, nonostante ascolti patetici che piombano al 3% e poi crollano al 2%. Dati che allarmerebbero anche Teleroccasecca. Da Palazzo Chigi partono direttive filo Pd da oligarchetti apparentemente gentili, anzi gentiloni. Si disse: “Ora la Rai non parlerà con i partiti”. Infatti non parla, ma ascolta silente ed esegue quando le varie diramazioni interne ed esterne del Partito democratico scrivono organigrammi, subito messi in pratica».

«Il tom tom arriva sempre all’indirizzo Pd»

«E talvolta l’obbedienza automatica è tale che davvero non serve parlare», incalza l’esponente azzurro. «Il tom tom che guida la Rai arriva sempre all’indirizzo Pd impostato da un antico e immutabile software. La Rai però non è del governo o del Pd. È dei cittadini e deve rispettare il pluralismo di cui è espressione il Parlamento. Dove nei prossimi giorni tutto ciò dovrà essere discusso e analizzato. Senza sconti e senza ipocrisie. Compresa l’operazione Raiway e questioni relative al canone», conclude Gasparri.

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