Referendum, Rai3 fa propaganda contro. Calderoli scrive a Mattarella e annuncia lo sciopero della fame

1 Giu 2022 17:35 - di Elsa Corsini

“Per rompere questo muro di silenzio, abbiamo deciso di mettere in atto un’iniziativa forte ma non violenta. Uno sciopero della fame che partirà da questa notte a mezzanotte”. Così Roberto Calderoli in una conferenza stampa sui referendum del 12 giugno nella sede dei Radicali. “O crolla il muro del silenzio o andrò avanti fino al giorno 12. O finché resterò in piedi. Credo che dobbiamo dare un messaggio forte”. L’ex ministro leghista e vicepresidente del Senato accende i riflettori sull’assenza di informazione sui referendum sulla giustizia. Ignorati dalla grande stampa. Che rischiano il flop alle urne e quindi il non raggiungimento del quorum. Ma c’è di più. Rai 3, invece  che informare, si è spinta a dare indicazioni di non recarsi al voto, attraverso l’ultimo monologo di Luciana Litizzetto.

Referendum, Calderoli annuncia lo sciopero della fame

“Ci sentiamo costretti a coinvolgere il presidente della Repubblica come garante della Costituzione”, dice Calderoli. Annunciando una lettera al capo dello Stato firmata insieme al tesoriere dei radicali, Irene Testa. “Nei talk show il referendum non c’è. O c’è parlarne male senza contradditorio. L’apoteosi c’è stata con il monologo della Littizzetto. Io però la devo ringraziare, anche se ha sbertucciato i referendum, perché ne ha parlato in prima serata”. “La rappresentanza politica non si riduce ai rapporti tra i partiti politici”, si legge nella lettera. “Ma presuppone e garantisce la partecipazione dei cittadini, nelle forme previste dalla Costituzione. Lungo tale traiettoria e prospettiva di sviluppo della stessa centralità del Parlamento, il referendum abrogativo riveste un ruolo decisivo. Poiché riduce le distanze tra cittadini e istituzioni rappresentative. Che in modo trasparente possono e devono rispondere al comune criterio di responsabilità delle proprie scelte”.

Interrogazione della Lega contro Che tempo che fa

Sull’argomento la Lega ha anche rivolto un’interrogazione alla commissione Vigilanza Rai. Per chiedere conto ai vertici dell’azienda di quanto avvenuto nell’ultima puntata del programma Che tempo che fa. Durante la quale Luciana Littizzetto si è di fatto espressa contro i referendum. “Senza il benché minimo contraddittorio”. L’inziativa è dei parlamentari del Carroccio in  Vigilanza Rai.  “Leggendo un’immaginaria lettera al Parlamento, la comica si è esibita in una reprimenda dal vago sapore di superiorità morale contro l’ammissibilità dei quesiti referendari. Perché, a suo dire, i cittadini non avrebbero le capacità culturali per valutarne i contenuti”. Si legge nell’interrogazione. La trasmissione di Rai3 ha di fatto mandato in onda un vero e proprio monologo contro i referendum. Senza che il conduttore, Fabio Fazio, abbia tutelato minimamente “le opinioni di quanti sono a favore delle istanze referendarie. Violando così non solo le più elementari disposizioni sul pluralismo televisivo”.

Bagnai: la Litizzetto ha sbagliato, speriamo che gli elettori reagiscano

Alberto Bagnai si augura che il fuor d’opera della Litizzetto porti gli elettori alla reazione opposta. “Quando persone di statura politica più elevata rispetto a quella della dottoressa Littizzetto invitarono gli italiani ad andare al mare – commenta il senatore leghista – le cose poi finirono in un altro modo. L’episodio non è felice. Ma resta nell’ambito della libertà di espressione del pensiero, che il mio partito tutela e altri no. Aspettiamo che gli italiani prendano atto e reagiscano. Come già reagirono illo tempore, approfittando di questa opportunità di esprimersi con il voto”. Il riferimento è alla famosa dichiarazione di Bettino Craxi. Ce nel 1991 invitò gli italiani ad andare al mare anziché pronunciarsi sulla consultazione referendaria promossa da Mario Segni per l’abrogazione delle preferenze multiple.

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