Maturità, il “giallo” dell’errore nella traccia su Pascoli: critici in subbuglio. Il Ministero ci mette una pezza…

24 Giu 2022 8:56 - di Giulia Melodia
Maturità errore Pascoli

Quella del 2022 è un’annata che sarà ricordata come la Maturità delle polemiche. Quelle portate in piazze dall’universo studentesco all’annuncio istituzionale del ritorno agli esami scritti e in presenza dopo due anni di pandemia e di didattica a distanza. E quelle su una delle tracce che il ministero ha indicato per il tema d’esame. Così, quando è appena finita la seconda prova, diversa per ogni indirizzo. Dunque mentre ci si appresta ad affrontare i colloqui orali, si torna a parlare della prima: la traccia su Giovanni Pascoli, una delle sette proposte dal ministero per la verifica d’esordio. Si perché la prova di italiano alla maturità presenterebbe un insidioso errore, che potrebbe aver mandato in tilt gli studenti. Vediamo quale.

Maturità 2022, professori e linguisti scoprono un errore nella traccia su Pascoli

Sotto accusa è finita la nota del ministero in merito al «femminil lamento», del noto componimento pascoliano La via ferrata. Un testo poetico compreso nelle Myricae, la prima raccolta di versi pubblicata da Giovanni Pascoli. Il Ministero nella nota numero 8 della poesia attribuisce il «femminil lamento», citato dall’autore, al fatto che i «fili del telegrafo emettono un suono che talora pare lamentosa voce di donna». In realtà non sarebbe così, si sono affrettati a rettificare numerosi critici, linguisti, docenti universitari. Spiegando – e rettificando sul punto – che il lamento, nell’interpretazione comune, viene paragonato da Pascoli al treno, e non al telegrafo.

La risposta del Ministero: interpretazione critica presa da un testo

In rete parte il tam tam. Tra gli studenti scatta l’allarme. Sui social l’ironia impazza. E alla fine al Ministero tocca intervenire sulla vexata quaestio e provare quanto meno a giustificare il fatidico inciampo. «Le note non sono state elaborate dagli estensori della traccia, ma sono tratte dall’edizione citata come fonte» (“Poesie” di Giovanni Pascoli, Garzanti, Milano, 1994). E alla fine della fiera, tra critici in subbuglio e candidati spiazzati, il caso monta: esperti di settore e addetti ai lavori si inerpicano sull’impervio crinale della interpretazione critica e alla fine ci si appella alla «non univocità di pensiero»: i critici si sono divisi tra chi attribuiva il verso al treno e chi al telegrafo, dunque si può prendere per buona anche la prima versione…

Maturità, Bianchi: occasione per i ragazzi di narrare il loro percorso. Ma la traccia li manda fuori strada?

Pensare che nel mentre i ragazzi ricevevano le fatidiche tracce, il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi intervenendo a RaiNews24, aveva entusiasticamente commentato: «Questa mattina abbiamo spinto il famoso bottone che ha mandato a tutte le scuole d’Italia in contemporanea le sette tracce, che personalmente considero molto belle perché permettono a tutti i nostri ragazzi, a prescindere dal loro percorso di studi, di poter esprimere se stessi. Ma anche di narrare il loro percorso». Peccato solo allora che, a un certo punto della prova, la traccia su Pascoli li abbia mandati in qualche modo fuori strada…

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