Il Papa: «Adesso devo andare col bastone. Da vecchi non si comanda più il proprio corpo»

15 Giu 2022 12:50 - di Milena Desanctis
Papa

«Adesso devo andare col bastone». Il Papa, continuando il ciclo di catechesi sulla vecchiaia all’udienza generale, parla anche della sua difficoltà a camminare a causa del dolore al ginocchio. Attingendo al racconto della guarigione della suocera di Simone nel Vangelo di Marco, osserva Bergoglio: «Da vecchi non si comanda più il proprio corpo. Bisogna imparare a scegliere cosa fare e cosa non fare. Il vigore del fisico viene meno e ci abbandona, anche se il nostro cuore non smette di desiderare. Bisogna allora imparare a purificare il desiderio: avere pazienza, scegliere cosa domandare al corpo, alla vita. Da vecchi non possiamo fare lo stesso che da giovani e dobbiamo ascoltare il nostro cuore. Tutti, anche io adesso devo andare col bastone».

Il Papa: «La malattia pesa sull’anziano in modo diverso»

«La malattia pesa, sull’anziano, in modo diverso e nuovo rispetto a quando si è giovani o adulti. E come un colpo duro che si abbatte su un tempo già difficile. La malattia del vecchio – dice Bergoglio – sembra affrettare la morte e comunque diminuire quel tempo da vivere che già consideriamo ormai breve. Si insinua il dubbio che non ci riprenderemo, che “questa volta sarà l’ultima che mi ammalo…”. Non si riesce a sognare la speranza in un futuro che appare ormai inesistente».

Bergoglio cita poi Calvino: «Un famoso scrittore italiano, Italo Calvino, notava l’amarezza dei vecchi che soffrono il perdersi delle cose d’una volta, più di quanto non godano il sopravvenire delle nuove. Ma la scena evangelica che abbiamo ascoltato ci aiuta a sperare e ci offre già un primo insegnamento: Gesù non visita da solo quell’anziana donna malata, ci va insieme ai discepoli».

Il Papa corre in aiuto alle coppie che vogliono sposarsi

Il Pontefice corre in aiuto delle coppie che vogliono sposarsi e, nell’Anno dedicato alla “Famiglia Amoris Laetitia”, ha dato mandato al dicastero per i Laici e la Famiglia di preparare un documento che possa offrire ai pastori, agli sposi e a tutti coloro che lavorano nella pastorale familiare, una visione e una metodologia rinnovata della preparazione al sacramento del matrimonio e a tutta la vita matrimoniale. Accanto ai sacerdoti e ai religiosi, un ruolo primario dovra’ essere svolto dalle coppie di sposi.

“Itinerari catecumenali per la vita matrimoniale”. Orientamenti pastorali per le Chiese particolari‘ dà seguito a un’indicazione ripetutamente espressa dal Papa nel suo magistero, «la necessità di un “nuovo catecumenato” che includa tutte le tappe del cammino sacramentale: i tempi della preparazione al matrimonio, della sua celebrazione e degli anni successivi», soprattutto quando gli sposi potrebbero attraversare delle crisi e dei momenti di scoraggiamento.

La prefazione al documento

«Emergeva senza mezzi termini – scrive il Papa nella prefazione al documento – la seria preoccupazione per il fatto che, con una preparazione troppo superficiale, le coppie vanno incontro al rischio reale di celebrare un matrimonio nullo o con basi così deboli da “sfaldarsi” in poco tempo e non saper resistere nemmeno alle prime inevitabili crisi. Questi fallimenti portano con sé grandi sofferenze e lasciano ferite profonde nelle persone. Esse restano disilluse, amareggiate e, nei casi più dolorosi, finiscono persino per non credere più nella vocazione all’amore, inscritta da Dio stesso nel cuore dell’essere umano. C’è dunque anzitutto un dovere di accompagnare con senso di responsabilità quanti manifestano l’intenzione di unirsi in matrimonio, affinché siano preservati dai traumi delle separazioni e non perdano mai fiducia nell’amore. Ma c’è anche un sentimento di giustizia che dovrebbe animarci. La Chiesa è madre, e una madre non fa preferenze fra i figli. Non li tratta con disparità, dedica a tutti le stesse cure, le stesse attenzioni, lo stesso tempo». Spiega ancora il Pontefice: «Non si tratta di “formule magiche” che funzionino automaticamente. E un vestito che va “cucito su misura” per le persone che lo indosseranno».

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