Presidenzialismo, il testo arriva in aula. Meloni: «È la madre di tutte le riforme costituzionali»

martedì 3 Maggio 18:23 - di Redazione
Meloni

Approderà in aula alla Camera martedì 10 maggio la proposta di legge (prima firmataria Giorgia Meloni) finalizzata ad introdurre l’elezione diretta del Capo dello Stato. Un obiettivo centrale per la destra che ha sempre visto nel presidenzialismo il vero mastice dell’unità nazionale, oltre che l’antidoto alla degenerazione partitocratica. «Il presidenzialismo è la madre di tutte le riforme costituzionali – ha dichiarato la leader di Fratelli d’Italia -. È lo strumento per rimettere al centro la volontà popolare e dire basta ai giochi di palazzo che espropriano gli italiani del loro diritto di scegliere da chi essere governati.

La Meloni prima firmataria: si comincia il 10 maggio

«In questi anni FdI – ha proseguito Meloni – ha portato avanti in ogni sede questa proposta, inserendola anche tra i punti qualificanti del programma con cui il centrodestra si è presentato alle elezioni politiche». Ma per la leader della destra italiana l’opzione presidenzialista è soprattutto la cartina al tornasole per capire chi, tra le forze politiche, ha davvero a cuore le riforme istituzionali. «Finalmente gli italiani sapranno dal voto del Parlamento chi davvero vuole che siano i cittadini a scegliersi il Capo dello Stato e chi invece ha mentito – è la sfida lanciata dalla Meloni -. Mi auguro che le forze politiche dimostrino maturità e visione: una riforma dello Stato in senso presidenziale è la strada maestra per dare alla nazione una democrazia efficiente e capace di decidere».

Lollobrigida: «Battaglia storica»

Di «battaglia storica» di FdI e della destra italiana parla anche Francesco Lollobrigida, capogruppo del partito della Meloni alla Camera dei Deputati. «Oltre che una grande opportunità per la nostra nazione – sottolinea -, sarà l’occasione per mettere definitivamente alla prova dei fatti tutte quelle forze politiche che in questi mesi, almeno a parole, si sono dimostrate favorevoli ad una svolta presidenzialista, a tre mesi dal teatrino al quale il popolo italiano ha assistito. È arrivato il momento – ha concluso – che tutti prendano una posizione chiara».

 

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