Stop al presidenzialismo, a Lega e FI la Meloni non le manda a dire: «Ma ci siete o ci fate?»

15 Mar 2022 20:35 - di Redazione

Una reazione non epidermica, ma ponderata e studiata. Com’è giusto che sia di fronte alle vicende che l’istinto afferra, ma che la ragione pretende di trattare con la dovuta cautela. A Giorgia Meloni l’esito della votazione sugli emendamenti al ddl sul presidenzialismo di cui è prima firmataria non è andato giù. Soprattutto, non vanno giù le due assenze, rivelatesi determinati, del leghista Cristhian Invernizzi della forzista Annagrazia Calabria. È questo il «problema» che più insospettisce la leader di Fratelli d’Italia. «Ricordate – scrive su Fb – quando, durante le scorse elezioni del presidente della Repubblica, la maggior parte degli esponenti politici chiedeva che fossero direttamente gli italiani a scegliere il capo dello Stato? Tutte parole al vento. Oggi, in commissione Affari Costituzionali, non è passata la proposta di Fratelli d’Italia sul presidenzialismo. Ancora una volta altri hanno scelto i giochi di palazzo».

La Meloni su Fb: «Superficialità o scelta?»

Questi «altri» la Meloni li cita uno per uno. A cominciare dal Pd e dai M5S, che, polemizza, «doveva aprire il palazzo come una scatoletta di tonno, ma poi si è ben adeguato ai meccanismi della transumanza parlamentare» per proseguire con Italia Viva (astenuta) «anche se Renzi è quello che aveva sempre detto quanto fosse stato importante l’elezione diretta del capo dello Stato». Quindi, il gran finale: «Ma non passa nonostante il voto a favore del centrodestra, ma con un problema…». Quale? I due voti in meno (19 contro 21) risultati determinanti a far arrivare il testo in aula con il “no” della Commissione. «Ora io non so – prosegue la Meloni – se questa proposta non sia passata per superficialità di alcuni o per una scelta politica.

La (debole) difesa di Forza Italia

«So che se i partiti hanno dei parlamentari che non possono andare quel giorno in Commissione, li possono tranquillamente sostituire… Non quale sia il problema per cui questa proposta storica del centrodestra, che sicuramente ha il consenso della maggioranza degli italiani, non è passata. Non so quale sia il problema – conclude la presidente di FdI -, ma so che c’è un problema». Parole chiare che costringono Forza Italia (la Lega lo aveva già fatto) a fornire una spiegazione. «Non c’è stata nessuna volontà di affossare la legge. Ne condividiamo a pieno il contenuto, tanto da avere scelto di non presentare emendamenti al testo oggi in Commissione per agevolarne l’esame», si difende Carlo Sarro, capogruppo in Commissione. Quanto all’assenza della Calabria, assicura che non c’è stato alcun dolo. «Si è trattato di un’assenza improvvisa», ha assicurato.

 

 

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