Morte in monopattino: a Roma la diciassettesima vittima. Il Codacons chiede il casco obbligatorio

lunedì 9 Maggio 18:26 - di Penelope Corrado
monopattino

La tragica morte di un 24enne in monopattino ieri sera a Roma riapre il tema della sicurezza stradale per questi mezzi utilizzati senza il rispetto di alcuna norma di sicurezza. Nel complesso, sono infatti 17 le vittime in Italia di incidenti con il monopattino, dal 2020 a oggi. «In Italia circolano circa 200mila monopattini e il tasso di mortalità per tale mezzo è elevatissimo e pari al 7,5% ogni 100.000 utenti, contro l’1,3 % delle biciclette», denuncia il Codacons.

Matteo Taglienti, 24 anni, la 17ma vittima

Gli accertamenti puntano anche a stabilire se il 24enne investito a bordo del monopattino a Tor di Quinto, quando è stato colpito dall’auto, fosse in movimento oppure fermo a lato della strada. Il conducente dell’auto, un 22enne di Fara Sabina, dopo l’incidente è stato trasportato in ospedale in stato di shock e sottoposto agli esami per alcol e droghe ed è ora in attesa dei risultati. A bordo dell’auto, oltre al conducente, c’era anche una ragazza. La vittima, originaria del frusinate, si chiamava Matteo Taglienti e prestava servizio come effettivo presso il Reggimento Lancieri di Montebello.

Morte in monopattino: nel 2020 quattro vittime

L’ultimo morte in monopattino prima dell’incidente di ieri, era stato registrato a Treviso, un 25enne pakistano finito contro un autocarro. Giordano Biserni, presidente dell’Asaps, l’Associazione sostenitori e amici della polizia stradale, che cura un Osservatorio Monopattino, parla con Il Messaggero di «morti annunciate». «Il monopattino è moderno, veloce, non inquinante, ma non possiamo pensare che possa essere esente dal rispetto delle regole. Non bisogna rischiare il fai da te in strada», dice Biserni.

Nel 2021, solo nella Capitale, ci sono stati oltre duecento incidenti, dei quali due hanno causato la morte dei conducenti. Senza contare il caos dei monopattini a noleggio abbandonati per le strade del centro. Anche l’assessore ai Trasporti della Giunta Gualtieri, Eugenio Patanè ha ammesso il fallimento. «Non c’è alcun interesse pubblico – ha scritto l’assessore Patanè – a mantenere sulle nostre strade una così vasta e disordinata congerie di micromezzi qualora continuassero a non essere utili al miglioramento delle condizioni di mobilità cittadina».

Ma il resto d’Italia non sta meglio. Secondo i dati Areu Lombardia dal primo giugno 2020 a oggi a Milano ci sono stati complessivamente 1158 incidenti in monopattino. «In particolare, in Corso Buenos Aires e Corso Venezia, da quando sono state realizzate le piste ciclabili, gli incidenti sono passati da 28 del 2017 a 182 del 2021, con un aumento secco del 650%» ha sottolineato l’assessore alla Sicurezza, Riccardo De Corato.

Il Codacons denuncia il Far West per chi circola in monopattino

I numeri nazionali «attestano in modo evidente l’esigenza di norme più stringenti sul fronte della sicurezza stradale – denuncia il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – A Roma come nel resto del Paese si assiste ad un Far West, con i monopattini che circolano anche dove non dovrebbero, spesso con due persone a bordo, con il costante superamento dei limiti di velocità e l’assenza di controlli da parte delle forze dell’ordine. Senza contare che le buche che caratterizzano l’asfalto capitolino alimentano il numero di incidenti che a Roma interessano tale mezzo di locomozione».

«Ad oggi non esiste in capo ai conducenti maggiorenni di monopattini alcun obbligo di indossare il casco, e l’iter parlamentare per la definizione delle nuove norme di sicurezza non è ancora concluso – prosegue Rienzi – Per tale motivo e dopo il grave incidente registrato a Roma, chiediamo di introdurre con urgenza regole più stringenti sul fronte dei monopattini, come casco e assicurazione obbligatoria per tutti, limitatori automatici di velocità, frecce e strumentazione di sicurezza su tutti i mezzi”.

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