La Russa: «Sostegno a Kiev». E ricorda l’invasione comunista dei carri armati russi in Ungheria nel ’56

giovedì 19 Maggio 12:02 - di Aldo Garcon
La Russa

«L’Occidente ha risposto compatto all’aggressione russa ma se l’Italia diventasse l’anello debole dell’Occidente, rompendo questa compattezza, mettendo in discussione il sostegno militare a Kiev, diventerebbe il Paese inaffidabile come spesso ci hanno dipinto. Questo per noi avrebbe dei costi enormi, in termini di sicurezza, di rapporti economici e commerciali che si ripercuoterebbero sul benessere degli italiani». Lo ha detto il senatore di Fdi, Ignazio La Russa, nel corso del dibattito a Palazzo Madama sull’informativa del presidente del Consiglio, Mario Draghi, sugli sviluppi e le conseguenze del conflitto tra Russia e Ucraina.

La Russa: «Stiamo dalla parte dell’Italia e degli aggrediti»

«Noi stiamo dalla parte dell’Italia, dalla parte degli aggrediti. E a coloro che riprendono gli stessi argomenti che volevano – nel ’56 con l’invasione dell’Ungheria o nel ’68 quando i carri armati comunisti invasero Praga – che l’Occidente stesse a guardare e non intervenisse, noi diciamo che l’intervento in difesa, con l’invio delle armi necessarie, è assolutamente condiviso da FdI e assolutamente necessario per la nostra nazione», ha detto La Russa.

«Rimaniamo ancorati al mondo occidentale»

E poi ancora. «Noi siamo sempre stati e rimaniamo ancorati al mondo occidentale per le nostre radici valoriali. È dal 1949 che la destra politica italiana è sempre coerentemente schierata a sostegno dello strumento difensivo occidentale che è la Nato. L’onere della difesa – ha continuato – lo abbiamo affidato alla Nato, ma una cosa è essere alleati e un’altra è essere sudditi».

E poi ancora. «La politica espansionista della Russia è figlia delle mire espansionistiche della madre Russia. Ed è per questo che la Finlandia chiede di entrare nella Nato. Se la difesa è legittima in casa propria come si fa a immaginare che non sia legittima la difesa di chi è aggredito nella casa della propria Nazione? Ci inchiniamo alla difesa eroica delle donne e dei soldati ucraini senza eccezioni. Piena solidarietà chi sta combattendo strenuamente per difendere la loro Patria e la loro libertà».

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