Urso: “Giusto che le armi all’Ucraina restino segrete. Dall’Afghanistan ci ritirammo a Camere chiuse”

lunedì 16 Maggio 12:21 - di Alessandra Parisi

“È giusto che sia così, che le armi inviate all’Ucraina restino segrete. Perché qui parliamo di sicurezza nazionale. Fermo restando che ogni forza politica, se ritiene, può chiedere al governo un supplemento di informazioni”. Così Adolfo Urso dalle colonne de la Stampa. Ricordando che il Parlamento a febbraio ha votato quasi all’unanimità un decreto che autorizza aiuti all’Ucraina. Aiuti anche militari. Si è stabilito che ogni tre mesi il governo dia comunicazioni. “Nel frattempo il ministro viene a informarci, come ha fatto fino a oggi”, dice il presidente del Copasir sottolineando la tempestività del ministro Guerini. Messo alla gogna dai grillini e parte dei leghisti.

Urso: improvvido ritiro dall’Afghanistan

Urso critica duramente l’improvvido ritiro dall’Afghanistan della scorsa estate. “Nelle due settimane di metà agosto, a Camere chiuse, noi ci siamo riuniti sei volte per monitorare la situazione. Ora, dopo l’invasione dell’Ucraina, facciamo cinque o sei audizioni a settimana. Il nostro dovere è di non distrarci”. Non a caso – aggiunge Urso – on questa legislatura, le nostre relazioni sono sempre votate all’unanimità. “Qualcuno scrive che agiamo di sponda del governo. Altri il contrario. Che spesso il governo agisce su esplicita indicazione del Comitato. La verità sta nel mezzo”, dice Urso che rivendica la terzietà del Copasir. “Noi agiamo sempre, e tanto più in questo contesto, secondo lo spirito di piena e leale collaborazione tra istituzioni. Come prescrive il dettato costituzionale. Tanto più nel campo della sicurezza nazionale. E ancor più quando si è di fronte ad una guerra nel cuore della nostra Europa”.

“L’invasione dell’Ucraina era stata anticipata”

Sull’invasione dell’Ucraina Urso ha ricordato che “lo avevamo scritto qualche settimana prima che avvenisse. Bastava ascoltare quel che dicevano le intelligence occidentali. Abbiamo messo in fila i fatti. L’ammassamento delle truppe, il referendum in Bielorussia per ospitare armi nucleari. La postura sempre più aggressiva del presidente Putin. La presenza crescente di mercenari russi in Siria, Libia, ma anche Mali o Centrafrica. I russi stavano accerchiando le rotte energetiche. E in una relazione del 13 gennaio scrivevamo che occorre una strategia energetica nazionale. Che ci svincoli dal gas russo, in una prospettiva europea e occidentale. Davamo alcune indicazioni che poi il governo ha adottato, sul gas nazionale e sulle rinnovabili da sbloccare“.

“L’aggressività dei regimi totalitari è in crescita”

“Il perimetro della sicurezza nazionale si va allargando, ma è effetto dei tempi, con l’aggressività dei regimi totalitari, le campagne di disinformazione, l’interconnessione dei problemi. Guardate il campo di applicazione della ‘golden power'”, ha concluso Urso. “Nell’ultimissimo caso, qualche giorno fa: il governo ha impedito la vendita di un’azienda di sementi ai cinesi. La filiera alimentare è ormai parte della sicurezza nazionale. Al pari della filiera sanitaria. Il blocco delle esportazioni di grano e fertilizzanti da parte dei russi,è una forma inedita di guerra ibrida. Direttamente contro i Paesi più fragili del Mediterraneo, indirettamente contro l’Italia e contro l’Europa“.

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