Bolkestein, Garavaglia cede alla Ue attaccando la Meloni: «Da lei solo slogan sui balneari»

sabato 21 Maggio 10:31 - di Michele Pezza
Bolkestein

Cercare un nemico all’esterno per uscire da difficoltà interne. Un trucco vecchio come il cucco, ma sempre in funzione. Leggere, per credere, l’intervista al Corriere della Sera in cui il ministro del Turismo Massimo Garavaglia cerca di mascherare il cedimento della Lega sulla direttiva Bolkestein per i balneari attaccando Giorgia Meloni: «Fa propaganda». Purtroppo per lui, la realtà è ben diversa. E racconta che Matteo Salvini ha accompagnato i concessionari balneari in più di una manifestazione contro la direttiva Ue che pretenderebbe di espropriarli delle loro imprese turistiche in nome di un non meglio specificato diritto alla concorrenza.

La direttiva Bolkestein mette a gara le concessioni delle spiagge

Ora che la Lega è al governo con il Pd, supino esecutore delle volontà di Bruxelles, comincia ad accorgersi che mantenere quella stessa posizione, più che difficile, è praticamente impossibile. C’è l’Europa, appunto. E c’è Mario Draghi, che sul punto si è permesso persino di lanciare una sorta di aut aut alla presidente del Senato: calendarizza subito il ddl Concorrenza (cioè la Bolkestein) o saltano le risorse del Pnrr. Sottinteso: e se succede, è colpa tua. E allora ecco Garavaglia confermare le parole di Salvini circa «l’accordo a portata di mano»  o assicurare che il maxi-emendamento approvato in quattro e quattr’otto dal governo l’altro ieri accoglie le istanze leghiste a favore degli attuali concessionari. «Basta legge le carte», ha detto.

«La leader di FdI fa propaganda»

Sarà, ma allora bisognerebbe chiedersi per quale motivi i gestori degli stabilimenti balneari siano ancora attestati sul piede di guerra. Tanto più che la questione riguarda esclusivamente le spiagge del Mediterraneo, cioè Italia, Grecia, Spagna, Slovenia, Malta, Cipro e Francia meridionale. Sono queste le coste redditizie, non certo quelle bagnate dall’oceano o dai freddi mari del nord. C’è anche questa constatazione nel sospetto, avanzato  dalla Meloni, che la Bolkestein sia un espediente per consentire a multinazionali straniere di mettere le mani sulle nostre spiagge. Un tempo lo sosteneva anche Salvini. Ma da buon ministro di Draghi, Garavaglia deve fare la sua parte: «Questo tema è uno slogan. Lasciamolo al folklore della propaganda politica».

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