Alpini sotto accusa, tutto cominciò con Murgia contro Figliuolo e ora le femministe dicono: fate schifo

mercoledì 11 Maggio 10:50 - di Adele Sirocchi
alpini

Ora una denuncia contro gli Alpini c’è. E’ quella di una donna di 26 anni che ha raccontato di pesanti avances. Le penne nere si difendono e parlano di casi isolati, dicendosi pronti a cacciare con ignominia i colpevoli, qualora venissero scovati. Il ministro della Difesa Guerini si scopre colpevolista e attacca, parlando di comportamenti gravissimi. In pratica, l’onorabilità degli Alpini è compromessa.

C’è anche un video di Fanpage che mostra ragazze che raccontano di avere udito volgarità a sfondo sessuale al loro indirizzo e di avere dovuto fronteggiare molestie da vecchi ubriachi partecipanti al raduno. Erano 400mila. I casi segnalati alle femministe di Non una di meno sono 160. Ciò non assolve comportamenti scorretti e poco rispettosi verso le donne, ma non giustifica questo processo mediatico che coinvolge anche Matteo Salvini additato quasi come uno stupratore per avere fatto un post in cui festeggiava il raduno di Rimini. Sui social il dibattito esplode. Chi difende gli alpini fa notare che già prima del raduno le femministe erano partite all’attacco con lo slogan sui social: “Alpino molesto, se mi tocchi ti calpesto”.

Ciò che stupisce è il clamore mediatico. A Capodanno a Milano ci furono 11 denunce per violenza sessuale di gruppo a carico di ragazze palpeggiate e umiliate che erano in piazza Duomo a festeggiare. Non risultano gli strepiti di Non una di meno. I responsabili individuati erano tutti stranieri. Ma la sinistra ci ha abituato ai due pesi e due misure. Del resto, come annota La Verità, fanno i militaristi guerrafondai contro il dittatore Putin ma poi liberano l’antimilitarista che è in loro mostrando fastidio per i maschi in divisa. Un vero mischione tra me too e fedeltà alla Nato. Pulsioni incompatibili ma che marciano a braccetto nelle schiere progressiste.

Dove le donne si fanno sentire. Emule di Michela Murgia che aveva paura del generale alpino Figliuolo. Era turbata dalla divisa. Dimenticava che gli alpini avevano costruito un enorme ospedale da campo a Bergamo per l’emergenza coronavirus. Tutto cancellato. Figliuolo è stato oggetto di una campagna denigratoria che ha unito no vax e nostalgici delle gesta del commissario Domenico Arcuri. Uniamoci il catcalling e il polverone è perfetto.

Sui fischi alcolici alle ragazze di Rimini si accanisce Elena Stancanelli con un pezzo sulla Stampa che rievoca i toni del femminismo anni Settanta:

“Fate schifo – è l’esordio – potrebbero essere i nostri padri, anzi no, i nonni, dicono le ragazze che hanno avuto a che fare con gli alpini radunati a Rimini. Ragazze che lavoravano nei bar e sono state costrette a servirli, a subire quei comportamenti grotteschi, donne che camminavano per le strade della loro città, ragazzine vestite come pare a loro, stupefatte di sentire commenti che immaginavano estinti”. E ancora: “Non so cosa si faccia a un raduno degli alpini e quale senso abbia. Poco importa, perché di loro, degli alpini rispettosi a Rimini non si ricorderà nessuno. Alla domanda su chi sia un alpino, tutti, ridendo, descriveranno un uomo barcollante col cappello intento a molestare ragazzine dicendo frasi sconnesse”.
Conclusione: “Adesso – scrive Stancanelli – non saremmo qui a dire che gli alpini sono razzisti, maschilisti e molestatori. Adesso diremmo che alcuni di loro lo sono, ma che tutti gli altri li hanno ostracizzati, inchiodati al loro disonore. E invece gli alpini, come tutti i maschi trogloditi e ridicolmente fastidiosi, si sono difesi, hanno fatto quadrato. Hanno aspettato di essere scoperti per poi dire, senza ritegno: non siamo stati noi“. Quanta rabbia legittima, vero? E ora si proceda con la mozione per lo scioglimento del corpo di questi maschi trogloditi. E ciò anche se la sinistra difende l’aumento delle spese militari. Ma tranquilli. Casomai la Russia dovesse invaderci, manderemo in prima linea quelle di Non una di meno
Detto questo l’associazione nazionale Alpini farebbe bene a vigilare sui comportamenti degli associati. Spiegando loro che non c’è e non ci può essere alcuna deroga al rispetto verso le donne che possa essere giustificata dall’alcol, dalla goliardia, dal ritrovarsi in “branco”.

Commenti

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  • Banchero 12 Maggio 2022

    Purtroppo l’onore oggi non è più di tutti.

  • Franco 12 Maggio 2022

    La Murgia e queste… “femministe” sono rivoltanti” mancano di rispetto alle nostre Forze Armate, mancano di rispetto a noi italiani.

  • Mauro Collavini 12 Maggio 2022

    Il comportamento scorretto di alcuni non può causare il disonore verso l’intero Corpo; Poi se la cosa viene publicizzata dalle 4 oche starnazzanti di Non una di meno possiamo tranquillamente girare pagina e passare oltre. Siam stanchi di gente che parla a sanso unico, che critica a senso unico. Se vogliono essere credute devono criticare tutto ciò che viene fatto e sopratutto devono criticare a dx ed a sx. Il male non sta da una sola parte bensi da entrambe le parti. Pertanto se ce l’hanno con i militari ce la devono avere anche con l’aumento delle spese militari promosse dai loro beniamini politici.

  • DELLA PUPPA GIANFRANCO 12 Maggio 2022

    Condivido l’articolo e sono il primo a dire che le donne vanno rispettate, sono pero’ indignato contro politici di sinistra che hanno alzato la voce contro gli Alpini basandosi su una denuncia di una ragazza contro ignoti tutta ancora da appurare e segnalazioni sempre anonime raccolte da ” giornalai” che non possono chiamarsi giornalisti , che scrivono articoli per fare scoup e cassa. Mi sa’ che tutto sia stato orchestrato per voler cancellare gli Alpini e il loro glorioso corpo , cercando di raccogliere qualche voto ,visto che siamo in elezioni.Le sinistre sono purtroppo abituate a questo .: denuncie a orologeria. Rimini no n meritava l’Adunata!!!

  • Luigi Giuliano de Anna 12 Maggio 2022

    Come ex Alpino (ma non si è mai “ex”) devo dire che la campagna orchestrata contro l’A.N.A. rientra sia nella stupidità femminista, sia nell’equivoco atteggiamento della sinistra, che si gonfia il petto all’estero mandando inutili soldati al confine dell’Ucraina e lo sgonfia a Rimini. Le donne devono imparare a difendersi se importunate, come hanno fatto per secoli. Altrimenti cosa dovremmo fare? mandare l’esercito a difenderle dagli Alpini?