Tra i 400mila alpini di Rimini cat-calling e saluti romani: Boldrini li equipara agli immigrati stupratori

martedì 10 Maggio 17:48 - di Guido Liberati
Boldrini, alpini Rimini (1)

L’adunata dei 400mila alpini dei giorni scorsi a Rimini tiene banco per la denuncia di un’associazione di femministe, che hanno segnalato un centinaio di testimonianze informali tra «donne, immigrati, persone lgbt», che sarebbero state molestate dalle “Penne Nere”.

Alpini a Rimini: che cosa è accaduto davvero?

Che cosa è successo? Per ora nessuna denuncia in caserma. Solo alcune testimonianze. Eccone alcune riferite da una giornalista de La Stampa. Fischi, apprezzamenti volgari, cat-calling. Qualche esempio? Una ragazza italo-eritrea ha raccontato: «Non solo mi hanno detto frasi imbarazzanti del tipo “Mi sono innamorato di te” oppure “che sport fai per avere questo bel culo?”, ma visto che sono mezza nera mi hanno dedicato un saluto fascista».  E una ragazza racconta sconvolta.  «Ero fuori a fumare una sigaretta, d’un tratto uno degli ospiti, senza che io quasi lo vedessi, mi viene di fronte e mi mette il cappello in testa. Poi mi dà un bacio sulla guancia destro e un altro sulla sinistra. Lo conoscevo? No. Gliel’ho chiesto? Nemmeno. Ma dato che era una Penna Nera si sentiva in diritto di dovermi comunque stampare due baci».

Lo slogan delle femministe: “Alpino molesto, se mi tocchi ti calpesto”

«Molestie mascherate da goliardia e tradizione che in realtà sono figlie di una cultura patriarcale che vuole donne, persone trans e gender non conforming assoggettate al potere e alla paura, al ricatto e alle minacce in caso di rifiuto», attaccano le femministe riminesi (Non una di meno).

L’associazione aveva preparato l’accoglienza per le penne nere con un’emblematica cartolina: «Alpino molesto, se mi tocchi ti calpesto». E le molestie sono state raccolte con un questionario organizzato dalle proponenti, anche se per ora agli atti non esiste alcuna denuncia penale.

Il ministro Guerini condanna gli alpini a Rimini

In una nota, il ministro della Difesa Lorenzo Guerini ha preso le distanze dagli alpini molesti.  «I comportamenti raccontati da alcune donne sono gravissimi. Episodi che certamente andranno accertati dagli organi competenti, ma che non possono e non devono essere sottovalutati».

«Episodi, voglio ribadirlo con forza, che sarebbero all’opposto dei valori degli Alpini e di una manifestazione che è celebrazione di solidarietà, principi e bellissime tradizioni. È sbagliato fare generalizzazioni, ma allo stesso tempo non ci deve essere nessuna tolleranza: le molestie e le violenze non devono mai e in nessun caso trovare alcuna giustificazione e vanno condannate senza esitazioni».

Il generale degli alpini, Battisti: “Distinguere tra maleducati e molestatori”

«Io ho partecipato a tantissime sfilate, adunate, in Piemonte, Lombardia, Veneto, Abruzzo, e devo dire che queste denunce mi hanno stupito, perché fino a due anni fa denunce di questo genere, di comportamenti disonorevoli non ve erano mai state, non ho mai sentito niente del genere”. Lo ha detto all’Adnkronos, il generale degli alpini Giorgio Battisti del Comitato Atlantico Italiano, in merito alle denunce raccolte dall’associazione ‘Non una di meno’ durante l’adunata nazionale a Rimini.

“Nella mia esperienza posso dire di non aver mai visto gli alpini avvicinare le ragazze tanto da arrivare alla molestia sessuale, – ha sottolineato Battisti – ma voglio dire che quando ci sono raduni come questo degli alpini, con centinaia, migliaia di persone, c’è sicuramente qualche maleducato, anzi ce ne sono tanti. E vorrei anche sottolineare che tanti che sono presenti alle nostre adunate non hanno niente a che fare con gli alpini”.

“Aspettiamo e vediamo se queste dichiarazioni, queste denunce all’associazione ‘Non una di meno’ avranno dei riscontri”, ha concluso Battisti.

Meloni: “Sia fatta tempestivamente luce”

“Ci auguriamo che sia fatta tempestivamente luce su quello che è accaduto nel corso dell’ultima adunata nazionale degli Alpini perché la criminalizzazione dell’intero Corpo alla quale siamo assistendo in queste ore è inaccettabile. Se a Rimini qualcuno si è permesso di macchiare la divisa che indossa con comportamenti offensivi o addirittura compiendo dei reati deve essere punito e perseguito secondo la legge. E senza fare sconti perché chi indossa una divisa ha una responsabilità doppia verso la comunità. Ma nessuna deve permettersi di generalizzare e offendere le Penne nere, orgoglio delle nostre Forze Armate e simbolo di un’Italia solidale e sempre al servizio dell’altro”. Lo dichiara il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.

“Giusto condannare episodi di molestie o maleducazione, se sono stati segnalati (anche se all’Ana non risulta depositata alcuna denuncia). Scorretto e indegno invece additare il glorioso corpo degli Alpini, da sempre esempio di generosità, sacrificio e rispetto, come simbolo di violenza e volgarità. Se qualcuno ha sbagliato è giusto che paghi, ma giù le mani dalla storia, dal passato e dal futuro degli Alpini”. Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini.

Sulle Penne nere Boldrini contro Salvini

“Mentre tutti – compresa l’associazione degli #Alpini – dicono che bisogna fare chiarezza sugli accadimenti, Salvini esalta la forza degli alpini in barba alle denunce? Ma verso gli stupratori e i molestatori (immigrati), non bisognava avere #tolleranzazero?”. Lo scrive su Twitter Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato della Camera sui diritti umani nel mondo. Sullo st

 

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