Zemmour: il teatro dell’antifascismo prende di mira me, ma se Marine va al ballottaggio…

venerdì 8 Aprile 10:49 - di Redazione
Zemmour

“Marine Le Pen si sottomette intellettualmente e quindi politicamente alla sinistra. Ecco perché adesso quello demonizzato sono io. Ma state tranquilli, se per caso dovesse andare lei al secondo turno e non io, Marine Le Pen tornerebbe a essere messa all’angolo all’istante, e vedremmo di nuovo le grandi manifestazioni scandalizzate, il teatro dell’antifascismo come diceva l’allora premier socialista Jospin”. Lo ha affermato Eric Zemmour, candidato di estrema destra all’Eliseo, in un’intervista al Corriere della Sera in vista del primo turno delle presidenziali francesi.

Zemmour si è detto convinto che Le Pen non vincerà perché “se anche dovesse passare al secondo turno nessun esponente della destra inviterà a votare per lei. Al contrario, se mi qualifico io raccoglierò il voto dei Républicains, molti dei quali hanno già annunciato di sostenermi. Sono io l’unico candidato credibile della destra, l’unico capace di riunirne le diverse anime. È questo l’unico modo per battere Emmanuel Macron“.

Sui sondaggi che lo danno in calo, il polemista ha spiegato che in Francia “si sbagliano sempre da vent’ anni” e che esiste un ‘voto nascosto’ a suo favore in quanto “sono demonizzato dai media e le persone non osano confessare che votano per me”.

Se fosse eletto presidente Zemmour ha dichiarato che la prima misura sarebbe organizzare un referendum “sulle mie proposte sull’immigrazione zero: stop ai flussi migratori, espulsione dei delinquenti stranieri, dei clandestini, soppressione dello ius soli e degli aiuti sociali per gli stranieri“. E se invece niente Eliseo? “Farò il capo dell’opposizione”, ha proseguito.

Il candidato dell’estrema destra ha quindi condannato l’invasione dell’Ucraina “perché io difendo le sovranità nazionali e quindi anche la sovranità ucraina”, mentre sui rapporti con l’Italia, in caso di elezione all’Eliseo, ha chiosato che “potremo fare molte cose assieme all’Italia, un Paese che amo, il mio preferito dopo la Francia”.

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