Tempi duri per Macron, la Le Pen ora ci crede: i sondaggi accorciano le distanze e agitano il presidente

sabato 2 Aprile 18:03 - di Bianca Conte
Macron Le Pen

Tempi duri per Macron. Marine e Pen ora ci crede. E può cominciare a sperare fattivamente di disarcionare in corsa il numero uno dell’Eliseo. Dal quale, mai come in questi giorni, i sondaggi rivelano uno scarto minimo: ridotto ad appena 5 punti. Stando alle rilevazioni d’oltralpe, infatti, nella maratona delle elezioni presidenziali francesi, il 10 aprile alla prima tappa, la sfidante di Rassemblement national starebbe letteralmente tallonando il presidente candidato alla propria successione. Fra i due – secondo l’ultimo sondaggio Elabe per Bfm Tv – il distacco ad un eventuale ballottaggio sarebbe quello fra il 52,5% delle intenzioni di voto per Macron e il 45,5% per Le Pen. E oggi, in molti osservano le “avvertenze” tra le righe dello studio: il margine di errore è del 3,1%. Un elemento che per la prima volta rende concrete le speranze di Marine Le Pen.

Francia, Macron comincia a temere. La Le Pen inizia a crederci

Tutto il gran darsi da fare in colloqui internazionali con Casa Bianca e Cremlino. Quel suo arrancare dietro alla pandemia. E, contestualmente, l’opera di “esorcizzazione” che la leader della destra francese ha continuato a fare di se stessa e del suo partito negli ultimi 5 anni, hanno cambiato i rapporti di forza tra i due competitor. E oggi se ne cominciano a vedere i primi frutti. Con il nome di Marine Le Pen che oltralpe non è più un tabù. Un dato acclarato a suon di sondaggi, con la veridicità della matematica percentuale che, soprattutto, rinvigorisce la speranza della numero uno di Rassemblement National che: convincere quel 25 per cento di francesi indecisi che alle ultime presidenziali scelse di non presentarsi alle urne, potrebbe non essere una chimera.

Macron rivendica i suoi successi a Nanterre ma i sondaggi lo mettono in crisi

Nelle migliori tradizioni propagandistiche, però, Macron nel frattempo si auto-sponsorizza. «Ce l’abbiamo fatta», esordisce non a caso il presidente francese Emmanuel Macron nell’unico grande evento della campagna elettorale a otto giorni dal primo turno delle presidenziali. Dove, parlando all’arena di Nanterre, ha ricordato tutte le riforme fatte dal 2017 a oggi. Da quella nel settore scolastico a quella dell’intelligence. Dall’aumento del budget della giustizia alla deindustrializzazione. Grimaldelli che Macron propaganda a viva voce, ma che potrebbero non bastargli per aprire la porta delle urne e arrivare al cuore degli elettori indecisi e scontenti. Che, al momento stando ai sondaggi, potrebbero convergere su Marine Le Pen prima ancora che sugli stessi rivali interni: Éric Zemmour, il competitor della destra identitaria al vertice di Reconquête!. E Valérie Pécresse, la candidata dei Républicains, il partito gollista.

Macron teme un’effetto valanga della “dinamica” Le Pen in atto”

Insomma, come scrive Libero sull’argomento, «oggi tra l’Eliseo e il quartier generale della République en marche, non c’è più quel clima di sicumera che regnava in autunno. Ed è lo stesso capo dello Stato, Emmanuel Macron, a manifestare una certa inquietudine per la “dinamica” Le Pen. “Fate attenzione, fate attenzione a Le Pen”, avrebbe detto Macron ai suoi fedelissimi. Un avvertimento collettivo a tutte le truppe affinché non abbassino la guardia e non diano nei media e negli incontri pubblici l’impressione di aver già vinto». Insomma, il presidente uscente tema un’effetto valanga della “dinamica Le Pen in atto”. Del resto, l’ultimo sondaggio dell’istituto Bva per Orange e Rtl, uscito ieri, sottolinea in numeri che l’attuale inquilino dell’Eliseo continua a perdere terreno a favore di Le Pen. Tanto che, a otto giorni dal primo turno, Macron è in calo al 27% nelle intenzioni di voto. Mentre la Le Pen viaggia spedita verso l’attestazione del 21% (più due punti rispetto a una settimana fa).

Il presidente uscente conta su percentuali lontane da quelle con cui conquistò l’Eliseo nel 2017

Tanto che, segnala sempre Libero, « in caso di secondo turno Macron-Le Pen, stando alla rilevazione dell’istituto Bva, il primo, oggi, avrebbe la meglio sulla seconda col 54,5% dei suffragi: percentuali ben lontane dal 66.10% con cui l’allora candidato di En Marche! conquistò l’Eliseo nel 2017. Ed èforse anche in quest’ottica che si potrebbe leggere l’apertura dirompente di Zemmour, che proprio ieri ha presentato il suo dirompente progetto di unificazione della destra francese per i ballottaggi in vista. Segno che, quell’allarme che Liberation, il quotidiano della gauche, ha lanciato in epoca non sospetta già a gennaio, ha colpito nel segno.

Il monito lanciato da “Liberation” e la campagna senza urla di Marine Le Pen

Tanto è vero che, lo stesso quotidiano, ha ribadito pochi giorni fa, pubblicando le ultime novità elettorali della Le Pen in prima pagina, che: «La candidata del Rassemblement national, che molti avevano dato per morta troppo frettolosamente, è riuscita a distanziare il suo principale rivale, Éric Zemmour. Scegliendo il tema di campagna giusto: il potere d’acquisto». Battaglie al centro di una campagna elettorale senza urla. Puntata soprattutto sui problemi economici della gente, che la crisi ucraina ha acuito. E condotta in questo modo mentre il competitor Zemmour scommetteva tutto sulle questioni di immigrazione e identità. Con l’asticella dell’estremismo che il vertice di Reconquête! spostava sempre più lontano. Mentre la leader di Rassemblement National provava a giocarsi la carta della moderazione. Macron è avvisato.

 

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